Secondo i dati
forniti dalla società Ads, i 65 quotidiani censiti hanno subìto, dal 2012 al
2017, una riduzione del numero delle copie vendute del 36%, passando da un 1
miliardo e 400 milioni a 900 milioni di copie annuali. In 5 anni sono andate
perse, complessivamente, oltre un terzo di copie vendute.
La riduzione delle vendite è iniziata diverso tempo prima
rispetto al 2012.
Negli ultimi anni la causa principale di tale riduzione è
rappresentata dalla diffusione della lettura delle versioni on line dei
quotidiani e dalla comparsa di numerosi giornali presenti solo sul web.
A me sembra (ogni giorno da anni acquisto e leggo due
giornali) che la riduzione delle vendite dei quotidiani cartacei sia stata
ancora più consistente.
L’esperienza personale mi induce a questa conclusione.
Infatti mi trovo spesso solo nel leggere quotidiani. Ad
esempio sul treno, che io spesso utilizzo. Una volta vedevo molte altre persone
che come me leggevano quotidiani. Adesso mi vergogno quasi, sono una mosca
bianca. Sempre più spesso in un vagone sono l’unico a leggere un quotidiano.
Stessa situazione se vado in un parco all’aperto a leggere i
miei due soliti quotidiani. Sempre solo io.
Forse gli altri che leggono ancora i quotidiani,
vergognandosi di farlo pubblicamente, li leggono, di nascosto, anche rispetto
agli altri componenti delle proprie famiglie, nelle proprie case, nelle proprie
stanze o addirittura in bagno?
Tutto ciò mi appare sorprendente perché io non riesco a fare
a meno della lettura dei quotidiani cartacei.
Infatti una cosa è la lettura dei quotidiani cartacei, tutt’altra
cosa è la lettura dei giornali on line, a cui anche io mi dedico.
Nel primo caso riesco a concentrarmi molto meglio e ad
acquisire un maggior numero di informazioni.
Nel secondo caso la lettura è decisamente più veloce e molto
spesso si leggono solo i titoli e le poche righe che compaiono nelle home.
Queste mie difficoltà solo perché non sono più giovane? Per
la verità ho superato da poco i 60 anni e non mi sembra di essere diventato un
vecchio decrepito.
Comunque provo una certa tristezza quando mi trovo a
leggere, in completa solitudine, i quotidiani di carta.
Però non credo proprio che abbandonerò questa mia
consolidata abitudine e continuerò a leggere, ogni giorno, i miei due
quotidiani, a meno che non cessi la loro pubblicazione.
E io spero vivamente che ciò non accada.

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