Secondo Legambiente
nei prossimi anni i pericoli per le persone legati alle ondate di calore
aumenteranno. Servono pertanto nuove politiche e risorse per l’adattamento a un
clima che cambia. Peraltro le ondate di calore possono avere effetti nocivi per
la salute. E a Roma dal 2000 si sono verificati 7.700 decessi a causa di
questo fenomeno.
Caldo torrido e bollino rosso in molte città italiane. Il
clima sta cambiando e aumentano i pericoli per chi vive nei grandi centri urbani.
Lo si nota sempre di più anche in estate, con temperature record e frequenti e
prolungate ondate di calore, e a farne le spese sono come sempre i cittadini e
la loro salute.
Secondo Legambiente le ondate di calore possono avere
effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli ammalati,
quando le temperature diurne superano i 35° C e quelle notturne non scendono
sotto i 25°C.
Nelle aree urbane il caldo oltretutto aumenta per l’effetto
di asfalto, auto e sistemi di condizionamento e può arrivare ad aumentare la
temperatura anche di 4-5 gradi.
Se da una parte in questi anni sono cresciuti gli impatti e
i morti per il caldo, ma anche per le alluvioni e i fenomeni metereologici
estremi, dall’altra parte troppo poco si sta facendo sul fronte delle politiche
sull’adattamento al clima.
E’ quanto torna a ribadire Legambiente che è tornata a
sottolineare come i grandi centri urbani siano l’ambito più a rischio per le
conseguenze dei cambiamenti climatici. Ed è per questo che è fondamentale
portare avanti e definire politiche di adattamento al clima.
Legambiente ricorda che tra il 2005 e il 2016, in 23 città italiane, le ondate di calore hanno causato 23.880 morti. Nella sola città di Roma dal 2000 sono circa 7.700 le morti attribuibili alle ondate di calore.
Legambiente ricorda che tra il 2005 e il 2016, in 23 città italiane, le ondate di calore hanno causato 23.880 morti. Nella sola città di Roma dal 2000 sono circa 7.700 le morti attribuibili alle ondate di calore.
“Se vogliamo ridurre i pericoli per le persone e prevenire
anche le ondate di calore – ha dichiarato Edoardo Zanchini, Vicepresidente
nazionale di Legambiente - servono nuove politiche per le città, risorse e
un coordinamento nazionale per aiutare i Sindaci di fronte a fenomeni di una
portata senza precedenti.
Come si sta facendo negli altri Paesi e nelle altre città
europee, bisogna accelerare negli interventi che permettono di ridurre
l’impatto del calore nei periodi estivi e delle alluvioni negli spazi urbani,
oggi estremamente vulnerabili, e dove vive la maggioranza della popolazione.
Al Governo chiediamo di approvare quanto prima il piano di
adattamento ai cambiamenti climatici e di mettere al centro gli interventi che
riguardano le città, anche con un regolamento che finalmente fermi
l’impermeabilizzazione dei suoli, che è una delle cause del calore nei periodi
estivi, e che preveda interventi di recupero dell’acqua, salvaguardia degli
spazi verdi, di utilizzo di alberature, acqua e pavimentazioni che riducono l’effetto
del caldo nei quartieri e quindi sulle persone”.

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