Secondo gli ultimi dati Istat, al 31 dicembre
2014 le persone disabili presenti negli oltre 13.200 presidi residenziali
socioassistenziali e sociosanitari sono 273.316, oltre il 70% del totale degli
ospiti. Sono, infatti, ancora migliaia le strutture residenziali per persone
disabili distribuite lungo tutta la Penisola.
Pertanto non è stata
trovata, per ora, una vera alternativa a tali strutture, che alcuni definiscono
manicomi nascosti.
Di tale situazione ci
si occupa in un articolo pubblicato su www.superabile.it.
Dei 273.316 disabili
presenti nelle strutture citate , 3.147 sono minori con disabilità e disturbi
mentali dell’età evolutiva, 51.593 adulti con disabilità e patologia
psichiatrica e 218.576 anziani non autosufficienti.
Ma solo un’esigua
percentuale vive in comunità di piccole dimensioni, che ricalcano uno stile di
vita familiare: appena il 3% degli anziani, il 6,5% degli ospiti con disabilità
e il 15,4% delle persone con sofferenza psichica.
Tutti gli altri trascorrono la propria vita in strutture con oltre sei-dieci posti letto, spesso più simili a cliniche e ospedali che ad ambienti di vita domestici.
Tutti gli altri trascorrono la propria vita in strutture con oltre sei-dieci posti letto, spesso più simili a cliniche e ospedali che ad ambienti di vita domestici.
E c’è anche di
peggio. Perché a volte, nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa), nelle
case di cura private e nelle comunità terapeutiche, come peraltro nei servizi
di neuropsichiatria infantile e nei reparti geriatrici, vengono adottati metodi
di contenzione meccanica, farmacologica o ambientale, tutti attualmente
permessi dalla legge: gli ospiti vengono immobilizzati al letto, sedati
attraverso grandi quantità di farmaci, chiusi in luoghi che ne limitino le
possibilità di movimento.
In altri casi, sebbene sia un’eccezione e non la regola, le strutture possono diventare teatro di veri e propri crimini.
In altri casi, sebbene sia un’eccezione e non la regola, le strutture possono diventare teatro di veri e propri crimini.
Sono i risultati
delle indagini dei carabinieri dei Nas (Nuclei antisofisticazioni e sanità) a
definire le dimensioni di un fenomeno sicuramente minoritario, ma non per
questo meno preoccupante.
Il 28% dei 6.187
controlli effettuati nelle strutture sanitarie socioassistenziali e nei centri
di riabilitazione neuropsicomotoria tra il 2014 e il 2016 ha portato alla luce
irregolarità.
In particolare, 68
persone sono state arrestate e 1.397 segnalate all’autorità giudiziaria, mentre
176 strutture sono state sottoposte a sequestro o a chiusura.
Solo nel 2016 sono
stati registrati 114 casi di maltrattamento, 68 abbandoni di incapace, 16
lesioni personali e 16 sequestri di persona. Ma non lascia indifferenti neppure
la presenza di reati meno gravi, come i 260 casi di inadeguatezza strutturale,
assistenziale e autorizzativa e i 109 di esercizio abusivo della professione
sanitaria, solo per fare qualche esempio.

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