lunedì 6 agosto 2018

Vacanze negate, un bambino su due non andrà in vacanza


Più della metà dei bambini e degli adolescenti, in Italia, non potrà fare una vacanza di almeno quattro giorni lontano da casa e oltre 3 ragazzi su 5 tra i 15 e i 17 anni di età, quasi il doppio rispetto al 2015, non potranno permettersi, per motivi economici, periodi ricreativi e di svago neanche più brevi.

Questa la denuncia di Save the Children  che attesta, nel nostro Paese, un incremento negli ultimi anni delle disparità economiche che impediscono ai minori di usufruire di opportunità ludiche, ricreative e formative durante l’estate, quando in molti casi sono costretti a rimanere in città.

Nel 2017, infatti, oltre 5,7 milioni di bambini e ragazzi - più del 56% del totale - non hanno potuto trascorrere una vacanza di almeno quattro giorni, un dato percentuale costantemente cresciuto rispetto ai due anni precedenti e che ha subìto un’impennata fortissima rispetto al 2008, quando i minori in questa condizione non superavano il 40%.

In particolare, motivi di carattere economico hanno rappresentato la causa principale che ha impedito a più del 61% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni, nel 2017, di andare in vacanza anche per periodi più brevi, un dato quasi raddoppiato rispetto al 2015 (35%) allorché i ragazzi della stessa età che non potevano permettersi di andare in vacanza a causa della condizione economica delle proprie famiglie erano poco più di 1 su 3.

“Un così alto numero di bambini e adolescenti che anche quest’anno non potranno trascorrere le vacanze estive per un breve periodo lontano da casa dimostra, ancora una volta, la forte correlazione che c’è tra le deprivazioni di carattere economico - che oggi in Italia riguardano più di 1,2 milioni di minori in povertà assoluta - e la perdita, per i ragazzi, di opportunità educative necessarie per il loro futuro.

Il tempo estivo dei bambini e dei ragazzi è un tempo fondamentale per la loro crescita e deve essere un tempo ricco di scoperte e di esperienze. E’ dunque quanto mai importante che le città si attrezzino per offrire ai ragazzi luoghi e spazi adeguati dove svolgere gratuitamente attività ricreative, sportive e culturali che altrimenti resterebbero loro precluse.

E’ importante anche fare in modo che le scuole, a partire da quelle delle aree più deprivate, mettano a disposizione spazi per l’incontro e per attività culturali e ricreative soprattutto nei quartieri più svantaggiati”, ha affermato Antonella Inverno, responsabile policy e area legale di Save the Children.

E’ più che probabile quindi che quanto verificatosi nel 2017 si ripeta anche nel 2018. E’ possibile anzi che il numero dei bambini e degli adolescenti che non potranno permettersi di andare in vacanza aumenti ancora. Del resto il numero dei poveri tende ad aumentare.

E i dati forniti da Save the Children confermano ancora una volta che la diffusione della povertà colpisce particolarmente i minori.

Un motivo in più per rendere necessaria una politica più incisiva per contrastare la povertà, in Italia.

L’introduzione del Rei (reddito di inclusione) è stata positiva, ma le risorse finanziarie disponibili a questo fine devono essere considerevolmente aumentate.


Questa, mi sembra, la strada migliore da percorrere - il rafforzamento del Rei - piuttosto che l’introduzione di nuove misure, quali il reddito di cittadinanza, non solo molto costose ma anche ampiamente, e giustamente, criticate.

Nessun commento:

Posta un commento