Il ministero della Salute ha recentemente emanato una
circolare (del 14 agosto 2018 inviata tra l'altro alle Regioni) per ribadire
l’importanza delle vaccinazioni e della loro promozione tra i cittadini ma
anche tra gli operatori sanitari. Questo anche alla luce dei recenti dati sulle
coperture vaccinali, che pur registrando un trend in aumento, restano per il
ministero ancora inadeguate.
Dopo il rapporto dello scorso aprile sulle vaccinazioni obbligatorie, la circolare fa il punto anche su quelle raccomandate anti-pneumococcica e anti-meningococcica C. Nel primo caso l’aumento tra il 2016 e il 2017 è stato dall’88,4% al 90,9%, nel secondo caso dall’80,7% all’83,1%.
Male, invece, i dati in merito alla copertura vaccinale per anti-Hpv, contro il papilloma virus: “nelle ragazze dell’ultima coorte (2005), target primario dell’intervento vaccinale, è più bassa rispetto alle coorti precedenti in cui prosegue l’attività di recupero (64,3%, per la prima dose e 49,9% per il ciclo completo).
Dopo il rapporto dello scorso aprile sulle vaccinazioni obbligatorie, la circolare fa il punto anche su quelle raccomandate anti-pneumococcica e anti-meningococcica C. Nel primo caso l’aumento tra il 2016 e il 2017 è stato dall’88,4% al 90,9%, nel secondo caso dall’80,7% all’83,1%.
Male, invece, i dati in merito alla copertura vaccinale per anti-Hpv, contro il papilloma virus: “nelle ragazze dell’ultima coorte (2005), target primario dell’intervento vaccinale, è più bassa rispetto alle coorti precedenti in cui prosegue l’attività di recupero (64,3%, per la prima dose e 49,9% per il ciclo completo).
I dati sulla copertura vaccinale
per anti-Hpv nei ragazzi indicano che non tutte le Regioni hanno avviato il
programma di offerta attiva e che la copertura vaccinale anche nelle Regioni
che lo hanno fatto è molto lontana dagli obiettivi previsti dal piano nazionale
di prevenzione vaccinale”, si legge nella circolare.
“Alla luce delle coperture
vaccinali in miglioramento ma ancora non adeguate per le vaccinazioni
obbligatorie, delle basse coperture per le vaccinazioni raccomandate, della
necessità di tutelare i soggetti più fragili che costituiscono una quota non
trascurabile della popolazione pediatrica, e non solo, e di alcuni recenti casi
gravi di malattia infettiva, anche ad esito letale, che hanno interessato
soggetti non vaccinabili per età”, il ministero ha illustrato nella circolare
una serie di raccomandazioni per la diffusione delle vaccinazioni, compresa
“l’importanza di migliorare la copertura vaccinale tra gli operatori sanitari,
per la protezione del singolo operatore e come garanzia nei confronti dei
pazienti, ai quali l’operatore potrebbe trasmettere l’infezione determinando
gravi danni e persino casi mortali, soprattutto nei confronti di alcune malattie:
morbillo, parotite, rosolia, influenza, pertosse, epatite B, varicella, polio,
difterite”.
Ma il ministero della Salute non si
è limitato a questo e pochi giorni prima aveva diffuso un’altra circolare (7
agosto 2018) per ribadire l’importanza delle vaccinazioni in previsione e
durante la gravidanza con l'obiettivo di proteggere la donna e il nascituro da
alcune malattie attraverso specifici vaccini.
In sintesi, per le donne in età
fertile la circolare indica, se non già immuni, le vaccinazioni contro
morbillo, parotite, rosolia, varicella e papilloma virus (Hpv).
“Di grande importanza è anche il
richiamo decennale della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse”,
ricorda il ministero.
Nel corso della gravidanza sono raccomandate le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse (dTpa) e influenza (se la gestazione si verifica nel corso di una stagione influenzale), che devono essere ripetute ad ogni gravidanza.
Di grande rilievo è la vaccinazione dTpa da effettuare ad ogni gravidanza, anche se la donna sia già stata vaccinata o sia in regola con i richiami decennali o abbia avuto la pertosse
“Infatti - spiega il ministero nella nota di sintesi -, la pertosse contratta dal neonato nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è frequentemente la madre”. Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è il terzo trimestre di gravidanza al fine di consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare. Il vaccino dTpa si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza sia per il feto”.
Nel corso della gravidanza sono raccomandate le vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse (dTpa) e influenza (se la gestazione si verifica nel corso di una stagione influenzale), che devono essere ripetute ad ogni gravidanza.
Di grande rilievo è la vaccinazione dTpa da effettuare ad ogni gravidanza, anche se la donna sia già stata vaccinata o sia in regola con i richiami decennali o abbia avuto la pertosse
“Infatti - spiega il ministero nella nota di sintesi -, la pertosse contratta dal neonato nei primi mesi di vita può essere molto grave o persino mortale e la fonte di infezione è frequentemente la madre”. Il periodo raccomandato per effettuare la vaccinazione è il terzo trimestre di gravidanza al fine di consentire alla gestante la produzione di anticorpi sufficienti e il conseguente passaggio transplacentare. Il vaccino dTpa si è dimostrato sicuro sia per la donna in gravidanza sia per il feto”.

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