La situazione
economica e finanziaria italiana, negli ultimi giorni, è stato contraddistinta,
purtroppo, da un consistente aumento dello spread, della differenza cioè tra i
tassi d’interesse sui titoli pubblici italiani e quelli relativi ai titoli
pubblici tedeschi. Peraltro è aumentata anche la differenza tra i tassi sui
titoli italiani e i tassi sui titoli pubblici spagnoli. L’aumento dello spread
non è però il frutto di un qualche complotto ordito da poteri economico-finanziari
esteri per influenzare la situazione politica italiana.
Infatti l’aumento dello spread, come del resto avvenuto in
passato, è stato determinato da solide ragioni economico-finanziarie che hanno
influenzato i comportamenti di molti operatori, italiani e stranieri.
Prima di procedere nell’illustrazione di tali ragioni, è
bene rilevare che l’aumento dello spread, prima o poi, tende ad esercitare
effetti negativi sulla situazione di numerose aziende e famiglie italiane.
Non è, infatti, un fenomeno che deve interessare
esclusivamente un ristretto numero di addetti ai lavori.
Questo perché, prima o poi, un aumento dello spread provoca
un innalzamento dei tassi di interesse sui finanziamenti e sui mutui concessi
ad imprese e famiglie dal sistema bancario italiano e ciò ovviamente comporta
un aumento dei costi che devono sopportare tali soggetti economici e in tempi molto
brevi quanti hanno un mutuo a tasso variabile ad esempio.
Ma quali sono le solide ragioni che hanno influenzato,
giustamente, il comportamento di molti operatori, in modo tale da provocare un
consistente aumento dello spread?
I tassi sui titoli pubblici di un determinato Paese dipendono
anche dai rischi che il detenerli determinata in coloro che li possiedono o che
intendono acquistarli. Ad esempio il rischio, reale o ipotizzato, che i titoli
pubblici in futuro non possano essere rimborsati.
Ed è del tutto evidente che le ipotesi di uscita dall’euro,
createsi soprattutto in seguito alla proposta di nominare ministro il professor
Savona, il fallimento del tentativo del professor Conte di formare un nuovo
governo, i pesanti attacchi al presidente della Repubblica Mattarella, che
hanno di fatto originato una crisi istituzionale senza precedenti, hanno creato
una situazione di forte incertezza per le prospettive future, anche a breve
termine, politiche ed economiche, del nostro Paese.
E l’incertezza è la principale delle possibili cause che
provocano un incremento dei rischi, reali o ipotizzati, nel detenere titoli
pubblici, e di qui l’aumento dei tassi sui titoli italiani e di conseguenza l’incremento
dello spread, provocato dall’affermarsi di una tendenza a vendere notevoli
quantitativi di titoli pubblici del nostro Paese, tendenza manifestata da
piccoli e grandi operatori, italiani ed esteri, che ha determinato un riduzione
del prezzo di questi titoli e conseguentemente un aumento dei tassi.
Questo è ciò che è avvenuto e rientra nei normali
comportamenti che si verificano all’interno dei sistemi finanziarii e che, in
passato, si sono verificati più volte, in Italia e in altri Paesi.
Quindi nessun complotto.

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