mercoledì 30 maggio 2018

Se lo spread aumenta non è a causa di un complotto


La situazione economica e finanziaria italiana, negli ultimi giorni, è stato contraddistinta, purtroppo, da un consistente aumento dello spread, della differenza cioè tra i tassi d’interesse sui titoli pubblici italiani e quelli relativi ai titoli pubblici tedeschi. Peraltro è aumentata anche la differenza tra i tassi sui titoli italiani e i tassi sui titoli pubblici spagnoli. L’aumento dello spread non è però il frutto di un qualche complotto ordito da poteri economico-finanziari esteri per influenzare la situazione politica italiana.

Infatti l’aumento dello spread, come del resto avvenuto in passato, è stato determinato da solide ragioni economico-finanziarie che hanno influenzato i comportamenti di molti operatori, italiani e stranieri.

Prima di procedere nell’illustrazione di tali ragioni, è bene rilevare che l’aumento dello spread, prima o poi, tende ad esercitare effetti negativi sulla situazione di numerose aziende e famiglie italiane.

Non è, infatti, un fenomeno che deve interessare esclusivamente un ristretto numero di addetti ai lavori.

Questo perché, prima o poi, un aumento dello spread provoca un innalzamento dei tassi di interesse sui finanziamenti e sui mutui concessi ad imprese e famiglie dal sistema bancario italiano e ciò ovviamente comporta un aumento dei costi che devono sopportare tali soggetti economici e in tempi molto brevi quanti hanno un mutuo a tasso variabile ad esempio.

Ma quali sono le solide ragioni che hanno influenzato, giustamente, il comportamento di molti operatori, in modo tale da provocare un consistente aumento dello spread?

I tassi sui titoli pubblici di un determinato Paese dipendono anche dai rischi che il detenerli determinata in coloro che li possiedono o che intendono acquistarli. Ad esempio il rischio, reale o ipotizzato, che i titoli pubblici in futuro non possano essere rimborsati.

Ed è del tutto evidente che le ipotesi di uscita dall’euro, createsi soprattutto in seguito alla proposta di nominare ministro il professor Savona, il fallimento del tentativo del professor Conte di formare un nuovo governo, i pesanti attacchi al presidente della Repubblica Mattarella, che hanno di fatto originato una crisi istituzionale senza precedenti, hanno creato una situazione di forte incertezza per le prospettive future, anche a breve termine, politiche ed economiche, del nostro Paese.

E l’incertezza è la principale delle possibili cause che provocano un incremento dei rischi, reali o ipotizzati, nel detenere titoli pubblici, e di qui l’aumento dei tassi sui titoli italiani e di conseguenza l’incremento dello spread, provocato dall’affermarsi di una tendenza a vendere notevoli quantitativi di titoli pubblici del nostro Paese, tendenza manifestata da piccoli e grandi operatori, italiani ed esteri, che ha determinato un riduzione del prezzo di questi titoli e conseguentemente un aumento dei tassi.

Questo è ciò che è avvenuto e rientra nei normali comportamenti che si verificano all’interno dei sistemi finanziarii e che, in passato, si sono verificati più volte, in Italia e in altri Paesi.


Quindi nessun complotto.

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