Almo Nature è stata la prima azienda al mondo a produrre cibo per cani
e gatti con il 100% di ingredienti Hfc (Human Food Chain). Ciò
significa utilizzare materie prime originariamente destinate al consumo umano.
Nel 2017 il suo fatturato è stato pari a 75 milioni di euro, con un utile di
una decina di milioni. Nel 2018 Almo Nature verrà donata alla fondazione
Capellino. Almo Nature diventerà di fatto “owned by the animals” (proprietà
dei cani e dei gatti e degli animali in genere).
I profitti generati dai
prodotti verranno utilizzati per proteggere i gatti, i cani e la
biodiversità attraverso la fondazione Capellino. La fondazione avrà come unica
finalità la salvaguardia della biodiversità e la difesa dei cani e dei gatti.
Più precisamente Almo Nature diventerà
in luglio proprietà della fondazione (attraverso un atto di donazione)
terminati i passaggi burocratici di legge ma il godimento sui profitti, varrà
retroattivamente dal 1° gennaio 2018.
Come si può leggere nel sito di
Almo Nature, gli obiettivi principali della fondazione saranno quelli di
rappresentare al meglio tutti coloro che condividono i valori del fondatore, Pier
Giovanni Capellino, di essere uno strumento per dare più voce a chi ha un
animale domestico e a chi ha a cuore la biodiversità e un nuovo modello per
migliorare la qualità della vita, anche delle persone che lavorano con l’azienda.
Ci sono al momento due progetti.
Il primo è un progetto che ha
come obiettivo di ridurre il numero di cani e gatti abbandonati e fissare delle
regole per la gestione responsabile degli animali a livello europeo.
Il secondo è un progetto con l’obiettivo ultimo di
armonizzare la coesistenza tra allevatori e animali predatori selvatici, così
che la biodiversità sia un’opportunità per migliorare la qualità della vita.
E la fondazione Capellino sarà il
proprietario unico di Almo Nature. Almo Nature non perseguirà un interesse
privato, bensì l’interesse degli animali, sviluppando un nuovo modello di
azienda. Almo Nature sarà, di fatto, “owned by the animals” (diventando
proprietà dei cani, gatti e animali in generale).
La fondazione non avrà
proprietari. Risponderà all’autorità pubblica attraverso i suoi
organi di gestione. Il fondatore avrà il solo diritto di essere membro a
vita del consiglio di amministrazione.
La fondazione non distribuirà
benefici a nessun individuo privato. In caso di scioglimento della fondazione,
i suoi beni diventeranno proprietà dello Stato.
La fondazione sarà gestita da un
consiglio di amministrazione che opererà con assoluta trasparenza, sotto il
controllo delle autorità pubbliche. Ogni anno verranno pubblicati un bilancio
chiaro e certificato, nonché i risultati ottenuti.
La fondazione si finanzierà con tutti
i profitti (dividendi) maturati dal 1° gennaio 2018 ed inoltre tutti i beni di proprietà di Almo Nature
verranno donati alla fondazione.
Secondo il fondatore, quanto sarà
realizzato non sarà un’operazione di marketing. Lo sarebbe se Almo Nature
avesse creato una fondazione cui destinare parte dei suoi utili.
Non è il caso di Almo Nature perché
tutta la proprietà di Almo Nature passerà alla fondazione diventandone
strumento al 100%. Cioè il 100% degli utili passeranno alla fondazione.
Dal capitalismo speculativo si
passerà al capitalismo solidale: Almo Nature sarà un esempio di capitalismo
solidale, secondo Pier Giovanni Capellino.

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