Si è tenuta a Milano
la prima assemblea degli iscritti di Forza Europa, soggetto politico
costituente della lista +Europa, capeggiata da Emma Bonino, che ha ottenuto il
2,5% - poco più di 800.000 voti – nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso.
L’assemblea di Forza Europa , composta di circa 300
iscritti, ha eletto Benedetto Della Vedova Presidente e Piercamillo Falasca
alla carica di Segretario e i 25 membri della direzione nazionale. Cooodinatore
della direzione, in quanto capolista della lista più votata, è Carmelo Palma. Infine,
su proposta del Presidente, Andrea Mazziotti è stato nominato vicepresidente
del movimento.
Cosa ha deciso l’assemblea di Forza Europa? Cosa intendono
fare gli organi dirigenti del movimento?
Lo si può in parte comprendere dalle dichiarazioni di coloro
che sono stati chiamati a ricoprire i principali incarichi.
“Dobbiamo lavorare per dare una prospettiva a +Europa - ha
detto Della Vedova chiudendo i lavori dell’assemblea - e dobbiamo farlo ora,
non a settembre o a ottobre.
Perchè non c’è altra possibilità se non raddoppiare i voti
ottenuti il 4 marzo, partendo da dove siamo andati meglio, cioè nei centri
delle grandi città, e arrivare fino alle periferie e alle province del sud
Italia, concentrandoci da subito sull’obiettivo delle Europee del 2019″, ha
aggiunto il Presidente di Forza Europa.
“Meno Europa ha vinto le elezioni e noi di +Europa abbiamo
l’ambizione di rappresentare l’alternativa a questa nuova maggioranza
politica, che è tale sia che Salvini e Di Maio formino un governo sia che
non lo formino - ha sottolineato Falasca nel suo intervento dopo
l’elezione a Segretario -.
Come En Marche in France e Ciudadanos in Spagna, è tempo di
costruire anche in Italia il centro politico della società aperta”.
Secondo Palma, “l’identità europeista è l’unica vera
identità progressista, l’unica alternativa, culturale e politica, da opporre al
dilagare del contagio populista. Non solo in Italia, ma in tutta Europa, i
principi della costruzione europea sono l’unico strumento di difesa della società
aperta e delle libertà economiche e civili”, ha concluso il coordinatore della
direzione di Forza Europa.
Del resto la volontà di continuare nell’esperienza di
+Europa è risultata esplicita anche al termine di un incontro tenutosi il 28
marzo, incontro al quale hanno partecipato i rappresentanti delle diverse
componenti che hanno dato vita al progetto politico in questione.
Infatti nell’incontro citato è iniziato il lavoro di riforma
statutaria di +Europa.
Lo statuto attualmente vigente prevede infatti la nomina di
“un comitato a cui è affidato il compito di redigere un nuovo statuto da
sottoporre all’assemblea entro il 31 maggio 2018. Il nuovo Statuto dovrà, tra
l’altro, determinare le regole di apertura e di partecipazione democratica al
progetto politico di “+Europa” anche ai fini della costruzione di un soggetto
politico-elettorale federalista e paneuropeo.
L’assemblea di +Europa, composta da Benedetto Della Vedova,
Riccardo Magi, Bruno Tabacci e Gianfranco Spadaccia aveva in precedenza nominato
il comitato per la riforma statutaria composto da Marco Cappato, Maurizio Di
Nicola, Olivier Dupuis, Andrea Mazziotti, Carmelo Palma, Angelo Sanza e Lorenzo
Strik Lievers, i quali hanno partecipato all’incontro.
Alla riunione sono anche intervenuti Emma Bonino, Silvja
Manzi, rappresentante legale di +Europa e Alessandro Fusacchia, deputato eletto
nella circoscrizione estero.
Nell’ambito dell’attività di elaborazione statutaria,
+Europa ha deciso di convocare a breve un seminario di approfondimento dei
contenuti e delle forme dell’iniziativa europeista nella nuova fase politica.
A questo seminario parteciperanno i gruppi dirigenti dei tre
soggetti fondatori di + Europa, cioè di Radicali Italiani, Forza Europa e
Centro Democratico.
Come disse Emma Bonino all’indomani del voto del 4 marzo:
“abbiamo deciso, senza grandi né piccoli tentennamenti, che questo progetto
deve continuare. Troveremo le formule e il modo di lavorare assieme, ma nessuno
di noi è disposto a tradurre una sconfitta numerica evidente in una sconfitta
del progetto politico, che è nato nuovo, di recente, e che nel contesto
generale ci sembra che valga sempre più la pena di continuare a curare e ad
organizzare”.

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