mercoledì 31 gennaio 2018

Renzi di nuovo un irresponsabile


Matteo Renzi, segretario del Pd, ha di nuovo dimostrato di essere un irresponsabile. Nella scelta dei candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo ha deciso che le minoranze interne non fossero sufficientemente rappresentate, ha impedito la ricandidatura di parlamentari di elevata statura politica e culturale ma, evidentemente, ritenuti non affidabili.
Ha privilegiato i suoi fedelissimi, i suoi “yes man” o “yes woman”, indipendentemente dalla loro capacità e dalla loro esperienza.
Il suo obiettivo principale è stato quello di dare vita, dopo le elezioni, a dei gruppi parlamentari del Pd che nella quasi totalità accettino passivamente le sue decisioni.
Certo non è la prima volta che nel Pd, ed anche in altri partiti, i candidati vengono scelti da pochissime persone, principalmente dai leader.
Inoltre diversi altri partiti hanno formato le proprie liste di candidati, anche in vista delle prossime elezioni, con criteri non troppo dissimili da quelli utilizzati da Renzi.
Ma a me interessa come si è comportato Renzi, essendo ancora iscritto al Pd.
Preciso, poi, che inizialmente io sono stato un convinto sostenitore di Renzi. Ma oggi non posso che ammettere di essermi sbagliato. Aggiungo comunque che non faccio parte nemmeno delle minoranze interne del Pd.
Ancora una volta, come del resto già avvenuto dopo la pesante sconfitta subìta in occasione del referendum costituzionale, Renzi ha pensato solo ai propri interessi, non al futuro del Pd e al contributo che il Pd dovrebbe fornire per dare vita ad un governo all’altezza dei notevoli problemi che contraddistinguono il nostro Paese.
E’ più che probabile, peraltro, che anche le decisioni prese con queste modalità di formazione delle liste si ritorcano contro lo stesso Renzi, favorendo il verificarsi di un risultato elettorale del tutto negativo per il Pd.
Lo avevo già sostenuto, ma lo ripeto ancora una volta: Renzi non può più essere il leader del Pd. Ha dimostrato ampiamente di non averne le capacità.
Prima se ne andrà, o prima verrà allontanato, e meglio sarà per il Pd, per la sinistra e per l’Italia.
P.S.: per quanto mi riguarda non voterò i candidati del Pd ma voterò Più Europa, la nuova lista capeggiata da Emma Bonino che comunque fa parte della coalizione guidata dal Pd

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