Matteo Renzi,
segretario del Pd, ha di nuovo dimostrato di essere un irresponsabile. Nella
scelta dei candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo ha deciso che
le minoranze interne non fossero sufficientemente rappresentate, ha impedito la
ricandidatura di parlamentari di elevata statura politica e culturale ma,
evidentemente, ritenuti non affidabili.
Ha privilegiato i suoi fedelissimi, i suoi “yes
man” o “yes woman”, indipendentemente dalla loro capacità e dalla loro
esperienza.
Il suo obiettivo principale è stato quello di
dare vita, dopo le elezioni, a dei gruppi parlamentari del Pd che nella quasi
totalità accettino passivamente le sue decisioni.
Certo non è la prima volta che nel Pd, ed anche
in altri partiti, i candidati vengono scelti da pochissime persone,
principalmente dai leader.
Inoltre diversi altri partiti hanno formato le
proprie liste di candidati, anche in vista delle prossime elezioni, con criteri
non troppo dissimili da quelli utilizzati da Renzi.
Ma a me interessa come si è comportato Renzi,
essendo ancora iscritto al Pd.
Preciso, poi, che inizialmente io sono stato un
convinto sostenitore di Renzi. Ma oggi non posso che ammettere di essermi
sbagliato. Aggiungo comunque che non faccio parte nemmeno delle minoranze
interne del Pd.
Ancora una volta, come del resto già avvenuto
dopo la pesante sconfitta subìta in occasione del referendum costituzionale,
Renzi ha pensato solo ai propri interessi, non al futuro del Pd e al contributo
che il Pd dovrebbe fornire per dare vita ad un governo all’altezza dei notevoli
problemi che contraddistinguono il nostro Paese.
E’ più che probabile, peraltro, che anche le
decisioni prese con queste modalità di formazione delle liste si ritorcano
contro lo stesso Renzi, favorendo il verificarsi di un risultato elettorale del
tutto negativo per il Pd.
Lo avevo già sostenuto, ma lo ripeto ancora una
volta: Renzi non può più essere il leader del Pd. Ha dimostrato ampiamente di
non averne le capacità.
Prima se ne andrà, o prima verrà allontanato, e
meglio sarà per il Pd, per la sinistra e per l’Italia.
P.S.: per quanto mi riguarda non voterò i
candidati del Pd ma voterò Più Europa, la nuova lista capeggiata da Emma Bonino
che comunque fa parte della coalizione guidata dal Pd

Nessun commento:
Posta un commento