Diverse
sono le critiche che io potrei esporre ai contenuti del discorso di Giorgia
Meloni alla Camera per l’ottenimento della fiducia. Ma una delle principali,
secondo me, riguarda quanto ha detto e
quanto non ha detto a proposito di come è stata affrontata dai precedenti
governi la pandemia.
Giorgia Meloni ha criticato aspramente le restrizioni effettuate per contrastare la pandemia e non ha fatto alcun riferimento ai vaccini, alla loro utilità.
E’ noto che la pandemia in Italia ha provocato un elevato numero di morti.
Ma se non fossero state adottate le restrizioni, quali i lockdown, l’utilizzo del green pass, l’obbligo delle mascherine, il numero dei morti sarebbe stato ancora maggiore.
La stessa considerazione può essere svolta per la campagna vaccinale. Se non fosse stata così estesa, come lo è stata, il numero dei morti sarebbe stato ancora più alto.
Meloni ha quindi strizzato l’occhio ai no vax e ai no green pass.
Ma tale atteggiamento è inaccettabile e molto pericoloso.
Molto pericoloso per il futuro.
Infatti nessuno può escludere che vi siano nuove ondate delle varianti che già ci sono state o di quelle, nuove, che potrebbero manifestarsi.
E se il ministero della Salute, guidato peraltro dal rettore dell’università di Tor Vergata a Roma, un medico, Schillaci, non certo no vax, dovesse seguire le indicazioni di Giorgia Meloni, si verificherebbe un grande problema.
E non solo perché si potrebbe determinare, di nuovo, un considerevole numero di morti ma perché alla fine, pur se con ritardo, le restrizioni, in primo luogo i lockdown dovrebbero comunque essere imposte, con evidenti conseguenze economiche negative, non certo auspicabili in un periodo in cui è probabile che si verifichi una recessione causata dagli elevati costi dei prodotti energetici.
L’Italia seguirebbe, in questo modo, il cattivo esempio dell’Inghilterra dove i lockdown furono ritardati e le altre restrizioni furono molto più lievi, con effetti negativi molto forti in termini di morti e di problemi economici.
Invece, il nuovo governo dovrebbe rilanciare la campagna vaccinale, favorendo le quarte e le quinte dosi. Ma non mi sembra che il nuovo governo, se seguirà le indicazioni di Giorgia Meloni, lo vorrà fare.
Anche il professor Andrea Crisanti, microbiologo e neosenatore del Pd, non ha apprezzato per niente il passaggio sulla pandemia nel discorso di Giorgia Meloni.
Ha infatti detto che liberticida non è stata la strategia anti-Covid, ma “le regioni del centro-destra che prima hanno negato il virus e poi hanno remato contro le misure restrittive”.
Ha poi aggiunto che le parole della neopremier sono “prive di qualsiasi supporto scientifico e pronunciate da una smemorata. Meloni dovrebbe ricordare che a fare disastri senza paragoni al mondo durante la prima ondata è stata proprio la Regione Lombardia, amministrata dal centrodestra.
Che ha negato per parecchio tempo le pericolosità del virus e che negli anni ha costruito un modello di sanità centrato tutto sull’ospedale, lasciando sguarnito il territorio, che infatti non è riuscito a fare alcun filtro durante la prima ondata. Quando le persone morivano senza nemmeno arrivarci, in ospedale”.
Per il professore “anche in seguito, nel 2021, sono state le Regioni di centrodestra a sbracciarsi per chiedere misure meno restrittive. Avremmo potuto evitare decina di migliaia di morti rispetto agli 80.000 che abbiamo contato nonostante i vaccini”.
Infine, per Crisanti è sbagliato oggi promettere che non si tornerà indietro nelle misure restrittive: “Predire il futuro con questo virus significa privilegiare un approccio ideologico anziché scientifico. Sono affermazioni preoccupanti, perché significano che se mai ci dovessimo ritrovare in situazioni di necessità non verrebbero adottare le misure che servono”.

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