domenica 3 luglio 2022

Come contrastare lo spopolamento dei centri storici

 

I centri storici delle principali città italiane tendono sempre più a snaturarsi. I residenti si riducono fortemente, le attività artigianali e commerciali tradizionali scompaiono. E quindi i centri storici diventano, quasi esclusivamente, fruibili da una tipologia ben precisa del turismo, il cosiddetto turismo di massa, che talvolta crea problemi di salvaguardia dello stesso patrimonio storico-artistico che li contraddistingue.

Tale situazione riguarda anche Firenze e il sindaco Dario Nardella ha recentemente presentato una proposta di legge di iniziativa popolare che potrebbe interessare molti altri centri storici italiani.

Peraltro l’amministrazione comunale fiorentina ha già adottato alcuni provvedimenti rivolti a salvaguardare il proprio centro storico, ad affrontare alcune problematiche quali l’“overtourism”, l’equilibrio fra residenti e turisti ma anche la tutela dell’economia locale.

La proposta di legge di iniziativa popolare  è stata elaborata da uno staff di giuristi, esperti e titolari di varie competenze.

Si tratta di una proposta che verrà messa a disposizione della città ma anche delle forze economiche e con la quale si vuole aprire il confronto con altre città italiane.

In sintesi, la proposta prevede misure in sostegno della residenza, la tutela delle attività economiche, e la regolamentazione del patrimonio immobiliare. Obiettivi, la salvaguardia del decoro, della vivibilità e dell’identità dei centri storici.

Il primo punto portante della proposta è il riconoscimento dell’interesse culturale dei centri storici e degli agglomerati urbani di valore storico.

Ed ecco la prima novità: l’individuazione di aree della città che si configurano come agglomerati di valore storico.

I riferimenti normativi sono l’articolo 9 della Costituzione e la Convenzione europea sul paesaggio, oltre alla Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società e infine il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Alcuni degli strumenti previsti dalla proposta di legge sono i seguenti.

Intanto, regolare gli affitti turistici brevi “come succede in altre città europee”, incentivando il ritorno della residenza in centro e combattendo il turismo squalificato “mordi e fuggi”;  tutela del commercio tradizionale e dell’artigianato reinserendo uno strumento di pianificazione che possa aiutare chi investe sulla qualità e la tradizione, il che significa pianificare le attività; ma anche introdurre un diritto di prelazione per quanto riguarda il soggetto gestore del negozio nel momento in cui il proprietario voglia vendere.

E se il gestore non ce la fa o non vuole, c’è un’ulteriore prelazione a favore del Comune.

Un altro obiettivo “è quello di favorire il decoro anche inducendo i proprietari di immobili abbandonati e degradati a intervenire per il loro restauro prevedendo anche delle forme di contribuzione”.

Nello specifico, la proposta di legge prevede, se approvata, la cosiddetta salvaguardia progressiva, ovvero,  i Comuni interverranno prioritariamente dove le criticità sono più forti.

Un percorso suddiviso in tre fasi, che passa dalla perimetrazione delle aree critiche, “all’individuazione all’interno di queste di ulteriori zone che arrecano pregiudizio ai valori culturali e paesaggistici, all’ambiente, alla sicurezza pubblica e infine la definizione delle misure necessarie a recuperare la qualità, la bellezza e la funzionalità di queste zone”.

Per quanto concerne la residenza, la sfida sarà di riproporre una pianificazione che preveda per ciascuna zona delle destinazioni d’uso compatibili e incompatibili con la tutela dell’area, l’individuazione dei limiti per il mutamento delle destinazioni d’uso e l’istituzione della categoria funzionale residenziale-turistica. Una necessità,  quest’ultima, che si rende necessaria anche nell’ottica di “attaccare la rendita immobiliare passiva e di guardare al centro storico come a un sistema complesso”, di interrelazioni di soggetti residenti e turisti, attività commerciali artigianato ecc.

Per quanto riguarda i passi successivi alla presentazione della proposta in Consiglio comunale,  Nardella ha spiegato che a partire da ora con obiettivo  settembre, verrà avviata la campagna di ascolto e di confronto con le Amministrazioni comunali, con le associazioni delle imprese, con i residenti e i comitati cittadini.

“Dialogheremo con gli altri Comuni, porterò la proposta anche all’Anci.

Dobbiamo raggiungere e superare 50.000 firme, e l’obiettivo è sicuramente alla nostra portata anche perché oggi è possibile raccogliere firme in via digitale”.

Secondo il sindaco “l’interesse e la tutela del centro storico riguarda tutte le forze politiche.

Noi abbiamo già avviato un dialogo con le città di Venezia, di Bergamo e di Roma, ma siamo sicuri di trovare tanti altri amministratori e sindaci d’accordo con questa iniziativa. Non abbiamo la pretesa di portare avanti solo la bandiera di Firenze, lo facciamo anche nell’interesse dell’Italia”.

Ha ragione Nardella una proposta come quella delineata dall’Amministrazione fiorentina può interessare molte altre città italiane, anche più piccole, accomunate tutte dalla necessità di tutelare e preservare l’identità e le caratteristiche tipiche dei loro centri storici.

E una tale proposta, poi, dovrebbe essere quanto prima approvata dal Parlamento, se possibile anche prima che termini l’attuale legislatura.

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