giovedì 26 novembre 2020

E' diminuita l'occupazione fra le donne, fra i giovani e nel Sud, che strano...

 

E’ stato recentemente presentato il rapporto della Svimez (associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) per il 2020, sull’economia e la società del Mezzogiorno. Nel rapporto sono contenuti molti dati sul mercato del lavoro, non solo relativi alle regioni meridionali ma anche alle altre regioni.

L’occupazione femminile, già a livelli minimi europei, nei primi sei mesi del 2020  si è ridotta di quasi mezzo milione di unità.

Contrariamente alla precedente crisi (prevalentemente industriale) gli effetti occupazionali del lockdown si sono manifestati soprattutto sulla componente femminile, occupata nei servizi con contratti precari.

E la precarietà del lavoro femminile è rimasta decisamente più elevata, rispetto a quella del lavoro maschile, prevalentemente nelle regioni del Sud: un quarto delle donne dipendenti a termine nel Mezzogiorno ha quel lavoro da almeno 5 anni (a fronte del 13-14% delle dipendenti del Centro-Nord).

L’11,5% delle donne ha una retribuzione oraria inferiore ai due terzi di quella media, a fronte del 7,9% del gli uomini (al Sud tale quota sale al 20%, a fronte del 14% degli uomini).

L’occupazione femminile in professioni altamente qualificate è diminuita, tra il 2008 e il 2019, di oltre 290.000 unità a livello nazionale (-7,1%), mentre negli altri Paesi europei è aumentata (+21,9% nei Paesi che utilizzano l’euro).

La riduzione nel Mezzogiorno  è stato notevolmente più accentuata (-16,2%) rispetto al Centro-Nord (-4%).

L’occupazione giovanile si è ridotta nei primi due trimestri del 2020 dell’8% più del doppio della diminuzione totale dell’occupazione.

A livello territoriale l’impatto sull’occupazione dei giovani è stato ancora più pesante nelle regioni meridionali, già caratterizzate da bassissimi livelli di partecipazione al mercato del lavoro.

Quindi i primi dati disponibili sull’evoluzione del mercato del lavoro nei mesi del lockdown dimostrano che le maggiori difficoltà si sono riscontrate fra le donne, fra i giovani e nelle regioni meridionali.

Questa non è certo una novità.

Infatti tale caratteristica del mercato del lavoro è uno dei principali problemi strutturali del sistema economico italiano, che da anni non viene affrontato nel modo necessario.

Sarà affrontato efficacemente con le risorse finanziarie che saranno disponibili con il cosiddetto “Recovery Fund”?

Purtroppo non è scontato, per nulla.

Se ci si dovesse basare su quanto avvenuto in passato, lo scetticismo è d’obbligo.

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