Save the Children ha promosso una petizione per chiedere al Governo e
al Parlamento che si impegnino affinchè la pericolosità delle scuole in caso di
terremoti si riduca considerevolmente. Infatti il 31 ottobre 2002 a causa di un
terremoto che colpì la Puglia e il Molise, crollò una scuola a San Giuliano di
Puglia e morirono 27 bambini e una maestra. Esattamente 15 anni dopo, soltanto
una minoranza delle scuole in Italia risulta costruita con criteri antisismici,
mentre la pericolosità sismica resta molto alta e tanto è ancora da fare.
Andare a scuola è un diritto e un obbligo. Essere al sicuro è fondamentale.
Ecco perché Save the Children chiede di firmare una petizione per chiedere al
Governo e al Parlamento di adottare misure, anche legislative per conseguire
questi tre obiettivi:
scuole antisismiche per tutti, a partire dalle aree a maggiore
pericolosità;
verifica degli edifici per mappare i pericoli per ogni singola scuola;
sapere cosa fare in caso di emergenza: percorsi obbligatori di formazione e
autoprotezione a scuola.
Infatti,
in un comunicato diffuso dall’associazione si può leggere: “Secondo i dati
elaborati per Save the Children dall'Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia (INGV), circa 4 milioni e mezzo di studenti tra i 6 e i 16
anni vivono in province totalmente o parzialmente rientranti in aree con una
pericolosità sismica medio-alta o alta.
Ma le informazioni disponibili sullo stato degli edifici scolastici sono
ancora oggi insufficienti: una larga parte delle scuole
non è stata sottoposta a verifica di vulnerabilità sismica, nonostante
sia obbligatoria per legge proprio in seguito a quella tragedia e i dati dell'Anagrafe dell'Edilizia scolastica risultano scarsamente affidabili per la valutazione della
pericolosità, in quanto non aggiornati né completi riguardo ai dati
strutturali degli edifici, essenziali per valutarne la vulnerabilità. Questo ha conseguenze inevitabili per la prevenzione.
La legge non aiuta a risolvere questa situazione: gli alti parametri
antisismici previsti dalle norme sulle costruzioni si applicano solo quando si
va a costruire un nuovo edificio o in caso di suo ampliamento,
sopraelevazione o mutamento di destinazione d'uso. Eppure la maggioranza
delle scuole italiane ha sede in vecchi edifici, per i
quali non sono stabiliti obblighi generali di adeguamento antisismico a
un parametro minimo determinato.
Inoltre, cosa ancora più grave, anche se dalle verifiche emerge
un pericolo per un edificio scolastico, non vi è per legge obbligo di
intervento da parte degli enti locali proprietari. Anzi, paradossalmente
una circolare del 2010 è intervenuta a chiarire in termini generali che 'La
verifica è obbligatoria, mentre non lo è l'intervento, salvo nel caso in cui il
proprietario o gestore disponga di risorse ordinarie sufficienti alla sua
esecuzione'.
Non possiamo restare indifferenti.
E’ essenziale che i bambini, gli insegnanti, il personale scolastico e le
famiglie che hanno i propri cari all'interno delle scuole possano considerare
gli edifici scolastici dei luoghi sicuri anche in caso di sisma. E' inoltre
indispensabile che gli studenti e tutti coloro che si trovano all'interno delle
scuole possano mettersi in salvo durante le emergenze, contando prima di tutto
su strutture che salvaguardano la vita umana, poi sulla conoscenza di procedure
e comportamenti da mettere in atto in tali occasioni.
A partire dal 2014, il Governo ha stanziato 9 miliardi e mezzo in materia
di edilizia scolastica, un impegno importante e concreto. Resta urgente
un intervento legislativo che introduca un obbligo rispetto alla messa in
sicurezza delle scuole in base a parametri antisismici minimi predeterminati e
distribuisca le responsabilità tra livelli centrale e periferico.
Gli enti locali non possono essere lasciati soli a fronteggiare la
responsabilità per una materia così complessa e impegnativa come quella della
prevenzione, devono poter contare su un supporto tecnico permanente a livello
centrale o regionale e, in caso si sottraggano comunque ai propri obblighi,
devono essere sostituiti nell'adempimento dagli stessi livelli centrali o
regionali, a salvaguardia della vita umana di bambine e bambine che sarebbero
altrimenti in pericolo in caso di sisma”.

Cosa indispensabile
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