CasaPound, il partito
neofascista che ormai da diversi anni opera in diversi territori del nostro
Paese, negli ultimi periodi sta riscuotendo un buon successo anche nelle
elezioni in cui presenta una lista. Domenica passata, il candidato a presidente
del municipio di Ostia, nel comune di Roma, ha ottenuto un numero di voti
piuttosto consistente, quasi il 10%, e in alcune recenti elezioni dei
rappresentanti di CasaPound hanno riscosso dei consensi tali da divenire
consiglieri comunali.
E’ possibile, quindi, che CasaPound in occasione
delle prossime elezioni politiche, riesca a superare la soglia del 3% dei voti
tale da consentire l’elezione di alcuni suoi parlamentari alla Camera e al
Senato.
E’ legittimo porsi delle domande relativamente
alle cause di questi successi elettorali, anche di quelli potenziali, nel
prossimo futuro.
Senza dubbio i consensi ottenuti da CasaPound
devono essere valutati avendo come riferimento quanto sta avvenendo da tempo in
varie parti d’Europa: l’affermazione, anche elettorale, di partiti o movimenti
di ispirazione fascista, comunque di destra radicale, razzisti e populisti.
Ma non credo che l’analisi si debba fermare qui.
E’ necessario andare oltre ed esaminare le
specificità, tutte italiane, dell’affermazione di CasaPound.
CasaPound è un partito che, oltre ad essere
fascista, razzista, populista e violento, tende, sempre di più, ad essere
radicato nel territorio, ad essere, costantemente, in diretta relazione con
alcune fasce dell’elettorato, soprattutto quelle più povere, con maggiori
difficoltà economiche.
E’ noto, ad esempio, l’impegno di CasaPound a
Roma, nei quartieri periferici, per difendere, anche con le maniere forti,
esercitate contro le forze di polizia, gli sfrattati o coloro che hanno
abusivamente occupato case popolari, per aiutare concretamente, tramite la
concessione di pasti o di capi di abbigliamento agli italiani contraddistinti
da un forte disagio economico e sociale.
Certo, aiutano solo gli italiani, non certo gli
stranieri, anzi questi ultimi spesso sono oggetto di violenze fisiche da parte
di aderenti a CasaPound. Ma questo è un altro discorso…
Quindi è vero che i rappresentanti di CasaPound,
stanno facendo un buon lavoro, come ha recentemente dichiarato Giorgia Meloni,
leader di Fratelli d’Italia, forse definibile, però, talvolta, come un “lavoro
sporco”.
Ma è anche vero che CasaPound sta occupando gli
spazi, o le praterie, lasciati liberi da molti anni ormai, dai partiti della
sinistra, sia riformista che radicale.
Infatti il Pd, ma anche i partiti e i movimenti
della cosiddetta sinistra radicale, hanno sempre meno rapporti diretti, e
costanti nel tempo, non solo in occasione degli appuntamenti elettorali, con i
cittadini, e in particolar modo con coloro i quali sono stati più colpiti dalla
crisi economica, quindi i più poveri e coloro che sono contraddistinti da un
disagio sociale molto pesante.
Non a caso il Pd, ma anche i partiti della
sinistra radicale, in molte elezioni ormai, hanno ottenuto uno scarso successo
soprattutto nei quartieri periferici delle grandi città.
Quindi tali comportamenti della sinistra
italiana hanno oggettivamente favorito l’affermazione di CasaPound.
E se si intende davvero contrastare CasaPound, è
anche necessario che la sinistra modifichi questi comportamenti e ritorni
parzialmente al passato, pur non abbandonando l’obiettivo di interessarsi del
futuro e dei cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni, accrescendo
considerevolmente il rapporto diretto con i cittadini, in primo luogo con
quelli contraddistinti da una evidente situazione di disagio economico e
sociale.

Nessun commento:
Posta un commento