Per l’Anffas,
l’associazione delle famiglie di persone con disabilità, ha espresso un
giudizio fortemente negativo sulla proposta di legge di bilancio presentata al
Senato. Infatti secondo il presidente dell’associazione, Roberto Speziale, in
quella proposta non sono previsti interventi a favore delle persone con
disabilità
Così Speziale ha commentato i contenuti della
proposta di legge di bilancio, secondo un comunicato emesso dall’Anffas:
“Abbiamo iniziato ad analizzare il disegno di
legge presentato lunedì scorso al Senato e siamo rimasti assolutamente
sconcertati nel riscontrare la mancanza di interventi a favore delle persone
con disabilità, registrando anche un arretramento rispetto a quanto previsto
negli anni precedenti o addirittura rispetto ad altre situazioni di
fragilità”, così commenta Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas
Onlus (associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva
e/o relazionale), annunciando quindi una forte presa di posizione rispetto al
dibattito parlamentare che è iniziato questa settimana.
“Per esempio, a fronte di un allungamento al
31.12.2019 del periodo di richiesta per l’Ape, non ritroviamo una simile
previsione per l’Ape Sociale, che interessa lavoratori più fragili, quali
quelli con disabilità o quelli che assistono con continuità familiari con
disabilità grave”, continua Speziale.
“Cos’altro c’è tra legge di bilancio e decreto
fiscale collegato? Poco altro e niente!”
Soprattutto Anffas punta il dito
sull’assoluta mancanza di misure a sostegno dei ‘caregiver’
familiari, proprio in un momento storico in cui nella nazione e in
Parlamento alta è l’attenzione sul tema.
“Occorre valorizzare il supporto informale dei
‘caregiver’ attraverso misure che diano un sostegno previdenziale, ma anche di
coordinamento con quanto istituzionalmente comunque la Pubblica Amministrazione
deve continuare a garantire alle persone con disabilità”, puntualizza
Speziale.
Per Anffas la conferma del fondo nazionale per
la non autosufficienza di 450 milioni di euro, da cui rinvenire anche le
risorse per la vita indipendente, risulta abbastanza esile dopo che con la
legge n. 112/2016 (sul “durante noi, dopo di noi”) si è avviato un processo
ormai inarrestabile di necessaria individuazione degli interventi e delle
attività a favore di ciascuna singola persona con disabilità attraverso uno
specifico progetto individuale di vita, che traguardi le sue varie dimensioni
in relazione agli specifici contesti vissuti quotidianamente.
Conclude allora Speziale: “Basta con un
welfare assolutamente prestazionistico, standardizzato e meramente
assistenzialistico - neppure adeguatamente supportato col disegno di legge -
vogliamo un welfare che guardi alla persona con disabilità, così come con altre
fragilità e costruisca insieme alla stessa un percorso di inclusione vera e di
giusti supporti per il miglioramento della sua qualità di vita in ottica
assolutamente propulsiva, potenziando le esperienze di vita indipendente, di
percorsi per il dopo di noi, di supporto ai sostegni formali; diversamente la spesa
pubblica continuerà ad essere sterile. Stiamo già approntando proposte serie e
coerenti a tale impianto da discutere con tutti gli interlocutori politici e
sociali”.

Nessun commento:
Posta un commento