Dopo le elezioni
tenutesi recentemente, in Germania la Merkel non è riuscita a formare un
governo composto da Cdu e Csu oltre che dai liberali e dai verdi. I liberali,
dopo lunghe trattative, hanno deciso di non partecipare al governo ipotizzato
dalla cancelliera uscente.
A questo punto diverse sono
le alternative possibili: un governo di coalizione tra cristiano democratici e
cristiano sociali da una parte e socialdemocratici dall’altra, un governo di
minoranza sempre capeggiato dalla Merkel o nuove elezioni.
La prima di queste
alternative sembra la più probabile, ma un governo di coalizione tra cristiano
democratici e socialdemocratici non dovrebbe formarsi prima della Pasqua del
2018, periodo necessario perché i socialdemocratici riescano a convincere i propri
iscritti della necessità di dare vita a quel governo.
Quindi un Paese, come la
Germania, che fino ad ora era considerato la patria della stabilità politica, è
anch’esso contraddistinto, attualmente, da una situazione di forte instabilità.
Pertanto, non solamente in
Italia si verificano situazioni di instabilità politica, manifestatesi
soprattutto in passato ma che potrebbero esserci anche dopo le prossime
elezioni politiche, in primo luogo a causa delle caratteristiche della legge
elettorale da poco approvata dal Parlamento.
In realtà quanto sta
avvenendo in Germania non dovrebbe stupire più di tanto, se si considera
l’affermazione, in molti Paesi europei, di partiti e movimenti populisti,
talvolta di estrema destra e razzisti. Tale affermazione ha avuto spesso come
conseguenza il determinarsi di una situazione di instabilità politica.
Certo, il principio “mal
comune mezzo gaudio” non deve deresponsabilizzare in Italia i partiti non
populisti del centro sinistra e del centro destra, i quali si dovrebbero
impegnare fortemente per contrastare l’affermazione dei partiti populisti,
tramite però l’adozione di cambiamenti radicali nelle loro politiche.
Ma tali cambiamenti
dovrebbero interessare i partiti di centro sinistra e di centro destra di tutta
Europa, e al centro della loro azione è necessario che vi sia la consapevolezza
dell’importanza di rafforzare l’Unione europea, accrescendo i suoi poteri, e
non certamente il tentativo di ridurne ruolo e competenze.

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