Tra
poche settimane dovrà essere scelto il nuovo governatore della Banca d’Italia.
Infatti scadrà, entro breve tempo, il mandato di Ignazio Visco. Potrebbe anche essere
riconfermato, ma vi sono però delle richieste di nominare un altro governatore
al suo posto.
Innanzitutto è bene precisare che il governatore
della Banca d’Italia è scelto con un decreto del presidente della Repubblica su
proposta del presidente del Consiglio dei Ministri, dopo che si sia tenuta una
riunione di questo Consiglio sul tema in questione.
Sembra che il presidente Mattarella ed il presidente
Gentiloni siano intenzionati a confermare Visco, come possibile, poiché Visco è
al primo mandato e potrebbe quindi essere confermato per altri sette anni.
La riconferma è probabile ma non scontata.
Il principale motivo che rende la riconferma non
scontata è rappresentato dalle critiche che negli ultimi anni sono state
rivolte alla Banca d’Italia, guidata da Visco, per non aver saputo o voluto
contrastare efficacemente le crisi di alcune banche, anche molto grandi, che
hanno provocato problemi di notevole rilievo, soprattutto per i risparmiatori,
determinando anche un intervento finanziario da parte dello Stato.
Visco e altri esponenti della Banca d’Italia hanno
sempre rigettato tali critiche, rilevando che la Banca ha sempre fatto il suo
dovere di ente di vigilanza del sistema bancario, compito questo, peraltro, il
più importante di quelli che le sono rimasti dopo l’istituzione della Banca centrale
europea (Bce) e dell’euro.
Infatti attualmente la politica monetaria dei Paesi
dell’eurozona è decisa dalla Bce, anche se i governatori delle banche centrali
dei diversi Paesi sono membri del suo Consiglio direttivo.
Certo, il governatore della Banca d’Italia è meno
importante rispetto al periodo precedente all’istituzione dell’euro ma ha,
comunque, poteri di notevole rilievo e quindi nella scelta del nuovo
governatore occorre essere molto accorti.
Notavo in precedenza che vi sono alcune richieste di
non confermare Visco, la più rilevante delle quali è quella che sembra avanzare
Matteo Renzi, già presidente del Consiglio e attualmente segretario del Pd.
Renzi avrebbe anche un suo candidato, Marco Fortis, un economista, docente
universitario a contratto presso l’università Cattolica di Milano e inoltre
consulente della presidenza del Consiglio, almeno quando era presidente Renzi.
Il motivo di tale richiesta di Renzi è soprattutto
quello prima rilevato, i presunti errori compiuti dalla Banca d’Italia
nell’affrontare le crisi bancarie, ma anche gli “scontri” che sembrerebbe ci
siano stati, in passato, tra Renzi e Visco.
Io credo che il profilo di Fortis non sia quello più
adeguato per il nuovo governatore della Banca d’Italia, anche perché la sua
eventuale nomina apparirebbe, di fatto, come il tentativo di ridurre
l’indipendenza della Banca, soprattutto dalla presidenza del Consiglio e da
altri poteri, indipendenza che invece va tutelata.
Ritengo però che sia opportuno non riconfermare
Visco, innanzitutto perché a me sembra che l’operato della Banca d’Italia, da
lui guidata, non sia stato, effettivamente, esente da errori, seppure di minore
rilievo di quelli evidenziati da alcuni politici ed osservatori.
E chi scegliere, quindi, al posto di Visco?
Se il motivo è veramente quello da me citato il
nuovo governatore non può provenire dall’interno della Banca d’Italia. Deve
essere quindi scelto un “esterno”, però di comprovata competenza ed anche di
sicura autonomia.
A me piacerebbe che fosse scelto Donato Masciandaro,
professore ordinario presso l’università Bocconi, uno dei maggiori esperti
italiani di politica monetaria e finanziaria, particolarmente attento
all’operato delle banche centrali.
Ci potrebbero essere anche altri candidati, con
caratteristiche però simili a quelle di Masciandaro.
Comunque io credo che sia opportuno non riconfermare
Visco ma, ripeto, garantendo l’indipendenza della Banca d’Italia, un’esigenza
questa che non può essere assolutamente trascurata.

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