mercoledì 18 ottobre 2017

815 milioni di persone nel mondo soffrono la fame


Dopo una costante diminuzione da oltre un decennio, la fame nel mondo è di nuovo in aumento, avendo colpito nel 2016 circa 815 milioni di persone, vale a dire l'11% della popolazione mondiale, secondo la nuova edizione del rapporto annuale dell’Onu sulla sicurezza alimentare e la nutrizione nel mondo.  Inoltre molteplici forme di malnutrizione minacciano la salute di milioni di persone.

Ci si occupa dei principali contenuti del rapporto, denominato “The state of food  security and nutrition in the world 2017” in un comunicato diffuso dalla Fao (l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) che insieme ad altre agenzie dell’Onu ha realizzato il rapporto.

L'aumento - 38 milioni di persone in più rispetto al 2015 - è dovuto in gran parte alla proliferazione di conflitti violenti e anche ai cambiamenti climatici.

Circa 155 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni sono sotto sviluppati (troppo bassi per la loro età), mentre 52 milioni soffrono di deperimento cronico, che significa che il loro peso non è adeguato rispetto alla loro altezza. Circa 41 milioni di bambini sono invece in sovrappeso.

Preoccupano inoltre, secondo il rapporto, l'anemia delle donne e l'obesità degli adulti. Queste tendenze sono una conseguenza non solo dei conflitti e del cambiamento climatico, ma anche dei grandi mutamenti nelle abitudini alimentari e dei rallentamenti economici.

”Nel corso degli ultimi dieci anni i conflitti sono aumentati drasticamente e sono diventati più complessi e di difficile risoluzione”, hanno dichiarato nella loro prefazione comune al rapporto i responsabili delle agenzie Onu che lo hanno curato. E hanno fatto notare come alcune delle più alte percentuali di bambini che soffrono la fame e la malnutrizione sono concentrate in zone di conflitto.

”Questo è un campanello d'allarme che non possiamo permetterci di ignorare: non porremo fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030 se non affrontiamo tutti i fattori che minano la sicurezza alimentare e la nutrizione”, hanno affermato. “A tal fine assicurare società pacifiche e inclusive è una condizione necessaria”.

Agli inizi del 2017, per diversi mesi, la carestia ha colpito alcune parti del Sud Sudan e c'è il rischio concreto che possa riapparire nel Paese e in altre zone colpite da conflitti, soprattutto nel nord-est della Nigeria, in Somalia e nello Yemen, hanno fatto notare.

Anche regioni più pacifiche, ma colpite da siccità o da inondazioni legate in parte al fenomeno meteorologico di El Niño, così come dalla crisi economica globale, hanno visto deteriorarsi la sicurezza alimentare e la nutrizione.

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