domenica 11 giugno 2023

Anche il Pd di Schlein è masochista

Nonostante Elly Schlein sia diventata segretaria del Pd da pochi mesi, negli ultimi periodi, viene sottoposta a critiche di varia natura. Io credo giustamente perché, nonostante, ripeto, siano pochi i mesi passati da quanto ha vinto le primarie per l’elezione del nuovo segretario, alcune scelte io non le condivido e, credo, che non le condividano molti iscritti e elettori del Pd.

A tale proposito, per citare una decisione di Elly Schlein che io considero sbagliata, riporto integralmente un corsivo di Massimo Gramellini, comparso sulla prima pagina de “Il Corriere della Sera” alcuni giorni fa.

“Il sol del tafazzismo

Il nuovo vicecapogruppo alla Camera del Pd, Paolo Ciani, non è iscritto al Pd e ha fatto subito sapere di non avere alcuna intenzione di iscriversi al Pd, anche perchè è già iscritto a un altro partito; inoltre ha votato contro le armi all'Ucraìna, in contrasto con la linea del Pd. Riassunto delle puntate precedenti (mi sta venendo il mal di testa).

Il predecessore del vicecapogruppo del Pd si chiamava De Luca proprio come il presidente della Campania, e non si tratta di un caso di omonimia. Era stato nominato vicecapogruppo in quanto figlio di suo padre e ora è stato degradato per lo stesso motivo, a prescindere dalle sue qualità personali, magari modeste o magari invece notevolissime.

E questo accade nel partito che ogni giorno rinfaccia alla Meloni di muoversi secondo logiche di clan. Dimenticavo: a far fuori il figlio di De Luca per sostituirlo con un non iscritto al PD è stata la nuova segretaria del Pd Elly Schlein, che fino a poco prima di diventarlo, non era iscritta al Pd neanche lei. Chiarissimo, direi.

Non è affatto vero che il Pd è cambiato. Al contrario, rimane una solida certezza, una roccia di puro masochismo che si erge al centro del sistema con immutabile e spavaldo sprezzo del ridicolo.

E non è affatto vero che ha cambiato dieci leader in sedici anni, perchè sono sedici anni che a guidarlo con encomiabile coerenza è sempre lo stesso omino autolesionista immortalato dal comico Giacomo Poretti: il compagno Tafazzi”..

Io condivido in pieno quanto scritto da Massimo Gramellini.

Si potrebbero formulare anche altre critiche al comportamento di Elly Schlein, ma, per ora, può essere sufficiente limitarsi a quanto sostenuto da Gramellini.

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