Giorgia
Meloni, in una lettera inviata al “Corriere della Sera”, tra l’altro, ha
sostenuto di essere d’accordo con chi, anche in passato, come Berlusconi, ha
auspicato che la festa della Liberazione si trasformasse in festa della
libertà. Io non sono d’accordo.
Il 25 aprile, infatti, deve restare la festa della Liberazione, dal nazifascismo, e quindi non può essere considerata semplicemente la festa della libertà o, almeno, non solamente la festa della libertà.
E questo perché non si deve mai dimenticare che il 25 aprile è, appunto, in primo luogo, la festa della Liberazione dal nazifascismo, a cui contribuirono gli antifascisti, oltre che le truppe dei cosiddetti Paesi alleati.
Sostenere, invece, che il 25 aprile è la festa della libertà, significa sminuire il suo significato ed anche trasformarla, non riconoscendo il ruolo che l’antifascismo ha svolta nella liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
Non a caso Giorgia Meloni, nella lettera in questione, non ha mai citato il termine “antifascismo”. Forse perché lei non si ritiene antifascista?
Certo è importante che nella lettera, come del resto avvenuto in altre occasioni, Giorgia Meloni abbia esplicitamente criticato il fascismo.
Ma perché non dichiararsi antifascista? E’ forse troppo per lei e per una parte consistente del gruppo dirigente del partito che presiede? Ma così non rende meno credibile la sua critica al fascismo?
Per me, e per molti altri, è importante dichiararsi antifascisti, e non, ad esempio, afascisti. E’ importante considerare il 25 aprile la festa della Liberazione dal nazifascismo.
E’ importante ritenere la nostra Costituzione una Costituzione antifascista.
Anche per Giorgia Meloni, invece, come per La Russa, la Costituzione italiana non è antifascista?
Inoltre, Giorgia Meloni ha sbagliato, nel celebrare il 25 aprile, a recarsi solamente all’Altare della Patria. Non è andata, come ha fatto invece Mattarella, in uno dei luoghi simbolo della Resistenza o degli eccidi compiuti dal nazifascismo.
E non si pensi che discutere ancora di antifascismo, a circa 80 anni dalla Liberazione, sia ormai superato. Perché così, invece, si evidenzia uno dei tratti costitutivi, il principale forse, della nostra Repubblica.

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