La fondazione Gimbe ha
elaborato un piano per rilanciare la sanità pubblica ormai in “codice rosso” per
la coesistenza di varie “patologie”: imponente sotto-finanziamento, drammatica
carenza di personale sanitario, crescenti diseguaglianze, modelli organizzativi
obsoleti e inesorabile avanzata del privato.
Secondo la fondazione Gimbe, una crisi di sostenibilità senza precedenti caratterizza il servizio sanitario nazionale, vicino al punto di non ritorno, tanto che il diritto costituzionale alla tutela della salute nell’indifferenza di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni si sta trasformando in un privilegio per pochi, lasciando indietro le persone più fragili e svantaggiate, in particolare nel Sud del Paese.
Di qui la necessità di elaborare un piano di rilancio della sanità pubblica, in quattordici punti.
La salute in tutte le politiche
Mettere la salute e il benessere delle persone al centro di tutte le decisioni politiche: non solo sanitarie, ma anche ambientali, industriali, sociali, economiche e fiscali, oltre che di istruzione, formazione e ricerca.
Prevenzione e promozione della salute
Diffondere la cultura e potenziare gli investimenti per la prevenzione e la promozione della salute e attuare l’approccio integrato “One health”, perché la salute delle persone, degli animali, delle piante e dell’ambiente sono strettamente interdipendenti.
Governance Stato-Regioni
Potenziare le capacità di indirizzo e verifica dello Stato sulle Regioni, nel rispetto dei loro poteri, per ridurre diseguaglianze, iniquità e sprechi e garantire il diritto costituzionale alla tutela della salute su tutto il territorio nazionale.
Finanziamento pubblico
Aumentare il finanziamento pubblico per la sanità in maniera consistente e stabile, allineandolo entro il 2030 alla media dei Paesi europei, al fine di garantire l’erogazione uniforme dei Lea (livelli essenziali di assistenza), l’accesso equo alle innovazioni e il rilancio delle politiche del personale sanitario.
Livelli essenziali di assistenza
Garantire l’aggiornamento continuo dei Lea per rendere rapidamente accessibili le innovazioni e potenziare gli strumenti per monitorare le Regioni, al fine di ridurre le diseguaglianze e garantire l’uniforme esigibilità dei Lea in tutto il territorio nazionale.
Programmazione, organizzazione e integrazione dei servizi sanitari e socio-sanitari
Programmare l’offerta di servizi sanitari in relazione ai bisogni di salute e renderla disponibile tramite reti integrate, che condividono percorsi assistenziali, tecnologie e risorse umane, al fine di ridurre la frammentazione dell’assistenza, superare la dicotomia ospedale-territorio e integrare assistenza sanitaria e sociale.
Personale sanitario
Rilanciare le politiche sul capitale umano in sanità al fine di valorizzare e (ri)motivare la colonna portante del servizio sanitario nazionale: investire sul personale sanitario, programmare adeguatamente il fabbisogno di tutti i professionisti sanitari, riformare i processi di formazione, valutazione e valorizzazione delle competenze secondo un approccio multi-professionale.
Sprechi e inefficienze
Ridurre sprechi e inefficienze che si annidano a livello politico, organizzativo e professionale e riallocare le risorse in servizi essenziali e innovazioni, aumentando il valore della spesa sanitaria.
Rapporto pubblico-privato
Normare l’integrazione pubblico-privato secondo i reali bisogni di salute della popolazione e disciplinare la libera professione, al fine di ridurre le diseguaglianze d’accesso ai servizi sanitari e arginare l’espansione della sanità privata accreditata.
Sanità integrativa
Riordinare la normativa sui fondi sanitari al fine di renderli esclusivamente integrativi rispetto a quanto già incluso nei Lea, arginando diseguaglianze, fenomeni di privatizzazione, erosione di risorse pubbliche e derive consumistiche.
Ticket e detrazioni fiscali
Rimodulare ticket e detrazioni fiscali per le spese sanitarie, secondo princìpi di equità sociale ed evidenze scientifiche, al fine di ridurre lo spreco di denaro pubblico e il consumismo sanitario.
Trasformazione digitale
Promuovere cultura e competenze digitali nella popolazione e tra professionisti della sanità e “caregiver” e rimuovere gli ostacoli infrastrutturali, tecnologici e organizzativi, al fine di minimizzare le diseguaglianze e migliorare l’accessibilità ai servizi e l’efficienza in sanità.
Informazione alla popolazione
Potenziare l’informazione istituzionale basata sulle evidenze scientifiche e migliorare l’alfabetizzazione sanitaria delle persone, al fine di favorire decisioni informate sulla salute, ridurre il consumismo sanitario e contrastare le fake news, oltre che aumentare la consapevolezza del valore del servizio sanitario nazionale.
Ricerca
Destinare alla ricerca clinica indipendente e alla ricerca sui servizi sanitari almeno il 2% del finanziamento pubblico per la sanità, al fine di produrre evidenze scientifiche per informare scelte e investimenti del servizio sanitario nazionale.

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