domenica 2 aprile 2023

Cambiare il nuovo codice degli appalti

Il governo ha recentemente approvato il decreto legislativo di riforma del Codice degli appalti. Tale decreto ha suscitato numerose critiche. Alcune associazioni, Libera, Avviso pubblico, Legambiente e Cgil,  hanno presentato alcune proposte di modifica, contro i rischi di infiltrazione mafiosa e di diffusione di fenomeni corruttivi, rischi che si manifesterebbero se il decreto in questione non subisse alcun cambiamento.

Si tratta di garantire legalità, trasparenza, concorrenza, tutela effettiva della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori, obbligatorietà delle clausole sociali, partecipazione dei cittadini attraverso un vero dibattito pubblico, in un quadro di semplificazione delle norme e delle procedure.

Questi sono gli obiettivi delle associazioni citate, che hanno diffuso una nota in cui si può leggere, tra l’altro:

“A seguito dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della proposta di nuovo Codice degli appalti e dell’esame del testo in Parlamento, le seguenti associazioni e organizzazioni sindacali hanno avviato un confronto interno volto ad analizzare nel merito le proposte di modifica rispetto alla legislazione vigente.

L’origine di questa lettura sistemica da parte di realtà che sono ciascuna portatrice di valori, contenuti e sensibilità proprie in materia di prevenzione e contrasto a mafie e corruzione, tutela dei diritti dei lavoratori, ambiente e sviluppo sostenibile, si fonda sull’esperienza maturata durante il Covid, denominata ‘Giusta Italia’.

In quei mesi terribili per il nostro Paese è nato un patto per far uscire l’Italia dalla cultura dell’emergenza, fondato sull’etica della responsabilità e finalizzato a far ripartire il Paese nella legalità, mettendo al centro valori come la partecipazione dei cittadini, la trasparenza della pubblica amministrazione, la tutela dei diritti sociali e ambientali.

Un patto per andare oltre gli errori del passato e che guarda con preoccupazione a come mafie, corruzione, criminalità economica e ambientale sappiano sfruttare l’allentarsi delle regole, conquistando consenso sociale e riciclando capitali accumulati illegalmente, a detrimento dell'economia legale, di un lavoro sicuro e giustamente retribuito, della qualità dell’ambiente in cui viviamo. 

Sono preoccupazioni a cui è fondamentale rispondere anche grazie ai  principi che ispirano quello che diventerà il nuovo Codice degli appalti, ovvero la massima tempestività e il miglior rapporto tra qualità e prezzo; l'importanza di garantire legalità, trasparenza, concorrenza e tutela effettiva, non subordinata ai costi, della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori; la necessità di costruire fiducia nella pubblica amministrazione e negli operatori economici per gestire in maniera efficace le risorse pubbliche disponibili, a partire da quelle previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, in un quadro generale di semplificazione delle norme e delle procedure.  

Ogni sforzo deve essere compiuto per migliorare il sistema nel suo complesso.

Perciò è necessario garantire le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare dei sub appalti, quelli più ‘deboli’ degli appalti di servizi e le imprese più strutturate che più hanno investito in questi anni in professionalità, mezzi, innovazione e che rischiano ora di subìre concorrenze sleali o dinamiche poco ‘trasparenti’.

Per queste ragioni è fondamentale inserire nei bandi di gara l'obbligatorietà delle clausole sociali per garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato, nonché l'applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore. 

La modernizzazione del sistema dei contratti pubblici è un obiettivo da raggiungere attraverso un importante investimento su piattaforme, procedure e strumenti che migliorino la trasparenza, facilitino l’accesso civico e rendano più facile per stazioni appaltanti e imprese i processi di gestione. 

A partire da queste considerazioni e dalla disponibilità dichiarata dal Governo di utilizzare questa fase di ascolto e confronto per migliorare il testo del decreto legislativo nel rispetto dei principi sopra indicati, abbiamo raccolto alcune criticità puntuali nel testo attualmente all’esame delle commissioni parlamentari competenti in materia, perché possano esprimere il loro parere. 

Abbiamo ritenuto opportuno evidenziarle, indicando anche ipotesi di emendamento in modo da accompagnare alla critica anche le proposte che, sulla base della nostra esperienza assolutamente trasversale, possono migliorare il nuovo Codice e renderlo maggiormente rispondente agli obiettivi per cui è stato redatto”. 

Le questioni di maggiore rilievo evidenziate dalle associazioni riguardano: il conflitto di interessi, il dibattito pubblico, la necessità di intervento sulle stazioni appaltanti in termini di qualificazioni e soglie, la riduzione degli ambiti di affidamento diretto, la delimitazione dell’appalto integrato a contratti con importo e complessità rilevanti, l’eliminazione del subappalto a cascata e la programmazione di infrastrutture prioritarie.

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