Secondo i dati recentemente diffusi dall’Istat, in
Italia, nel 2022, le importazioni sono cresciute in misura maggiore rispetto
alle esportazioni. Pertanto il saldo della bilancia commerciale è diventato
negativo, pari a 31 miliardi, cioè le importazioni sono risultate essere
maggiori rispetto alle esportazioni. Nel 2021 era stato positivo, pari a 40
miliardi. Un saldo commerciale negativo non si verificava dal 2011.
A questi risultati relativi all’intero anno 2022 si perviene dopo che l’Istat ha diffuso i dati relativi al mese di dicembre.
Nel dicembre 2022 le esportazioni sono cresciute su base annua del 13,5% in termini monetari mentre in volume si sono ridotte del 2,4%.
Sempre nello stesso mese le importazioni in valore hanno registrato un incremento tendenziale del 7,7% e una riduzione dell’11,4% in volume.
Nel complesso del 2022, le esportazioni sono aumentate del 19,9%, raggiungendo i 625 miliardi, oltre 100 miliardi in più rispetto al 2021.
Ma poiché le importazioni hanno raggiunto, sempre nel complesso del 2022, un valore pari a 655 miliardi, 175 in più rispetto all’anno precedente, si è verificato un deficit commerciale pari a 31 miliardi (nel 2021 invece vi era stato un avanzo di 40 miliardi).
Il deficit commerciale è stato determinato dal deficit energetico, pari a 111 miliardi (nel 2021 era stato pari a 48 miliardi).
Pertanto l’avanzo dell’interscambio di prodotti non energetici (80 miliardi) è stato elevato ma meno ampio rispetto al 2021 (89 miliardi).
Come valutare quindi quanto avvenuto nel 2022 negli scambi commerciali con l’estero?
Un giudizio positivo può essere espresso sull’evoluzione delle esportazioni.
Il valore delle esportazioni ha superato per la prima volta i 600 miliardi, nonostante il 2022 sia stato un anno funestato da ogni genere di ostacolo, tra invasione russa dell’Ucraìna, impennata dei prezzi dei prodotti energetici, aumento del tasso di inflazione e dei tassi di interesse.
E i risultati raggiunti dalle nostre esportazioni sono stati migliori di quelli che hanno caratterizzato diversi nostri Paesi concorrenti.
Ma la crescita delle esportazioni italiane è stata insufficiente, in quanto inferiore rispetto all’aumento molto consistente delle importazioni, aumento che peraltro si è verificato in tutta Europa.
Quindi si è determinato un saldo commerciale negativo che non si verificava dal lontano 2011. Tuttavia esso è il risultato di tendenze temporali diverse.
Infatti, se in estate il passivo si è andato appesantendo, fino a superare i 9 miliardi in agosto, da allora, mese dopo mese, la discesa dei prezzi del gas ha prodotto effetti visibili. A novembre e a dicembre, in particolare, si è prodotto persino un piccolo avanzo (2,4 miliardi), non sufficiente a cambiare il segno della bilancia commerciale ma almeno in grado di contenere il danno.

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