giovedì 10 marzo 2022

Un milione i bambini ucraini riusciti a fuggire

 


Ieri, molti bambini, in un ospedale pediatrico a Mariupol, sono stati uccisi in seguito a un bombardamento dei russi. In generale, la situazione dei bambini ucraini è molto difficile, anche di quelli che sono riusciti a fuggire, circa un milione.

Si stima infatti che siano tra gli 800.000 e un milione i bambini riusciti a fuggire dall'Ucraina nelle ultime settimane, a causa dell’escalation di violenza manifestatasi nel Paese.

Ad oggi sono 2 milioni le persone riuscite a scappare dal paese. Un numero che non ha precedenti nella storia delle crisi umanitarie.

Un numero sempre più alto di bambini, arriva alla frontiera da solo, senza il sostegno della famiglia e ciò sta creando una vera e propria emergenza per la loro protezione.

Save the Children ha rilevato che alle frontiere sono arrivati anche alcuni bambini soli, mandati verso altri Paesi da familiari costretti a rimanere in Ucraina, che hanno cercato di metterli al sicuro da attacchi e bombardamenti.

Altri hanno perso le loro famiglie nella concitazione della fuga dalle loro case e molti in arrivo alle frontiere hanno meno di 14 anni e manifestano segni di disagio psicologico.

Save the Children sta lavorando senza sosta con altre organizzazioni, per stabilire procedure per rintracciare i parenti dei bambini arrivati soli e facilitare il ricongiungimento familiare o per mettere in contatto i bambini con la famiglia e i conoscenti in Polonia e nei Paesi limitrofi. 

 “I genitori stanno ricorrendo alle misure più disperate e dolorose per proteggere i propri figli, incluso l’allontanarli da sé e mandarli via con vicini e amici, per cercare sicurezza fuori dall'Ucraina, mentre loro rimangono in patria per proteggere le loro case” ha dichiarato Irina Saghoyan, direttrice di Save the Children per l’Europa orientale. 

 “Per i bambini, la separazione dai propri cari può tradursi in un profondo stress psicologico dovuto all'insicurezza, alla paura per le sorti dei membri della propria famiglia e all’ansia da separazione.

Aumentano anche i rischi di violenza, sfruttamento, tratta e abusi. Molti di loro viaggiano con i loro fratelli maggiori o con famiglie allargate, vicini o altri adulti di riferimento.

Hanno bisogno di protezione e supporto e sono ancora incredibilmente vulnerabili” ha proseguito Irina Saghoyan.

“Devono essere compiuti tutti gli sforzi per prevenire la separazione dei bambini dai loro ‘caregiver’ e per garantire il tracciamento immediato della famiglia e il ricongiungimento laddove si verifichi la separazione. Sappiamo che più velocemente agiamo, più è probabile riuscire a riunire con successo i bambini ai loro ‘caregiver’. Continueremo a rispondere dove c'è più bisogno e dove i bambini necessitano di un’urgente protezione” ha concluso Irina Saghoyan.

Save the Children chiede alle autorità di frontiera e alle organizzazioni umanitarie di mettere in atto misure per cercare di far rimanere i bambini con i loro ‘caregiver’ di riferimento, di fornire supporto psicosociale incentrato sui bambini e attuare programmi per prevenire la separazione dalla famiglie.

Questi servizi devono includere spazi e informazioni a misura di bambino, ricerca e ricongiungimento familiare e supporto alla salute materno-infantile.

Purtroppo anche altri bambini ucraini sono stati uccisi oltre quelli che erano ospitati nell’ospedale pediatrico di Mariupol.

Le morti dei bambini, oltre alla difficile situazione che contraddistingue molti di loro che comunque sono riusciti a fuggire, rappresentano un’ulteriore dimostrazione che non c’è altra strada, da parte degli ucraini, per difendersi dai russi di utilizzare armi e che quindi è necessario che anche i Paesi occidentali forniscano loro delle armi.

Gli pseudo pacifisti che criticano l’invio delle armi agli ucraini, più o meno consapevolmente, sostengono così che l’unica strada per gli ucraini sarebbe la resa alla Russia dei dittatore Putin.

Ma gli ucraini, ovviamente, non vogliono la resa e quindi non c’è altra scelta che difendersi con le armi.

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