Con la guerra in
Ucraina, i media dedicano poco spazio alle informazioni sulla pandemia. In
precedenza, forse, la quantità delle informazioni sulla pandemia era eccessiva.
Ma ora sono del tutto insufficienti.
E’ più che giusto che i media dedichino molta attenzione alla guerra in Ucraina, senza alcun dubbio.
Ma io credo che sia sbagliato dedicare invece poca attenzione alle informazioni sulla pandemia.
Infatti in Italia, come altrove, la pandemia è tutt’altro che scomparsa.
Ogni giorno ci sono tra i 40.000 e i 50.000 nuovi contagiati, circa 200 morti e il tasso di positività, il rapporto cioè tra numero di nuovi contagiati e numero dei tamponi effettuati, si è ridotto ma non in misura considerevole.
E non considerare questi dati potrebbe far credere a una parte consistente della popolazione che la pandemia sia scomparsa e che, indipendentemente dal dibattito su quando dovranno essere eliminate le varie forme di green pass, non debbano essere più mantenute le normali e ormai molto conosciute regole precauzionali e preventive quali il distanziamento, l’evitare gli assembramenti e l’utilizzo al chiuso delle mascherine.
La situazione è certo molto migliorata anche solo rispetto ad alcune settimane fa ma, ripeto, non si può affatto sostenere che la pandemia sia scomparsa e si deve quindi evitare, mantenendo per ora le regole di cui ho riferito poco sopra, che nel prossimo futuro la situazione peggiori di nuovo e non migliori ancora, come possibile ed auspicabile.
Quindi sarebbe opportuno che i media dedichino maggiore attenzione alle informazioni sulla pandemia.
Io capisco che tutti vorremmo che la pandemia scompaia definitivamente.
Per ora, purtroppo, non è avvenuto.
Ed è assolutamente necessario fare in modo che la situazione della pandemia non peggiori.
E i media possono svolgere, e devono farlo, un ruolo importante affinchè la situazione della pandemia non peggiori ma, anzi, migliori decisamente.
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