Il governo
italiano, come quelli di altri Paesi occidentali, ha deciso di fornire delle
armi all’Ucraìna per aiutarla a contrastare l’aggressione da parte della Russia
di Putin. Tale decisione è stata criticata, in nome del pacifismo, da alcuni
esponenti politici ed osservatori di vario genere. Queste critiche sono, senza
dubbio, profondamente sbagliate.
Infatti, in una guerra dove c’è un aggressore, la Russia, guidata da un dittatore, e un aggredito, l’Ucraìna, dove vige un regime democratico, e nella quale le forze militari della Russia sono molto più consistenti di quelle a disposizione dell’Ucraìna, se si intende aiutare, concretamente, gli ucraìni, non si può fare a meno di fornire loro delle armi, soprattutto in questa fase.
Certo, si può aiutare l’Ucraìna, anche con le sanzioni economiche contro la Russia e con iniziative volte a favorire le trattative, ma ripeto gli aiuti militari sono indispensabili.
E chi sostiene il contrario, cioè coloro che affermano che, in nome del pacifismo, non si debbano fornire delle armi all’Ucraìna, è come se sostenesse che gli stessi ucraìni non debbano utilizzare le armi per contrastare l’aggressione della Russia, è come se sostenesse quindi che gli ucraìni si debbano arrendere.
E’ del tutto evidente che tali considerazioni sono del tutto sbagliate e insostenibili.
E’ probabile che l’estensione della Nato con l’ingresso all’interno di essa di diversi Paesi che facevano parte dell’Unione sovietica possa essere stato un errore e che abbia preoccupato la Russia di Putin. Ma ciò non giustifica l’aggressione della Russia di Putin il cui esercito, peraltro, ha compiuto diversi crimini di guerra, soprattutto uccidendo molti civili ucraìni, tra cui molti bambini.
E, lo ripeto, un’aggressione di quel tipo non può essere contrastata senza fare uso delle armi e senza la fornitura da parte di altri Paesi, tra cui l’Italia, di armi.
Quindi, la posizione di coloro che si sono manifestati contrari alla fornitura di armi da parte dell’Italia è del tutto irrealistica e, in parte, è sostenuta da alcuni che, in realtà, pur se non apertamente, sono a favore di Putin e non lo criticano neppure per aver instaurato un regime dittatoriale nel quale, ad esempio, gli oppositori vengono incarcerati se non uccisi.
Detto questo, lo ripeto, è auspicabile che il conflitto cessi quanto prima dopo che le trattative abbiano avuto un esito positivo.
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