giovedì 24 marzo 2022

Il 21 marzo l'associazione Libera contro le mafie

 

Come ogni anno il 21 marzo scorso si è svolta, promossa dall’associazione Libera presieduta da don Ciotti, la ventisettesima edizione della giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Quest’anno la manifestazione nazionale si è tenuta a Napoli.

Questo è il significato della giornata secondo l’associazione Libera:

“Il 21 marzo è un momento di riflessione, approfondimento e di incontro, di relazioni vive e di testimonianze attorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, persone che hanno subìto una grande lacerazione che noi tutti possiamo contribuire a ricucire, costruendo insieme una memoria comune a partire dalle storie di quelle persone.

E’ una giornata di arrivo e ripartenza per il nostro agire, al fine di porre al centro della riflessione collettiva la vittima come persona e il diritto fondamentale e primario alla verità, diritto che appartiene alla persona vittima, ai familiari della stessa, ma anche a noi tutti.

Siamo certi vi sia un diritto-dovere alla verità: la verità ha un valore pubblico fondamentale per uno Stato che voglia dirsi democratico

E’ altresì il momento in cui dare spazio alla denuncia della presenza delle organizzazioni criminali mafiose e delle connivenze con politica, economia e massoneria deviate.

Leggere i nomi delle vittime, scandirli con cura, è un modo per far rivivere quegli uomini e quelle donne, bambini e bambine, per non far morire le idee testimoniate, l’esempio di chi ha combattuto le mafie a viso aperto e non ha ceduto alle minacce e ai ricatti che gli imponevano di derogare dal proprio dovere professionale e civile, ma anche le vite di chi, suo malgrado, si è ritrovato nella traiettoria di una pallottola o vittima di potenti esplosivi diretti ad altri.

Storie pulsanti di vita, di passioni, di sacrifici, di amore per il bene comune e di affermazione di diritti e di libertà negate”.

La manifestazione nazionale si è svolta a Napoli, luogo di cultura e di accoglienza, capace di rispondere all’emergenza criminale con iniziative sociali di ogni tipo, città generatrice di speranza. La u accogli

La domenica 20 marzo, con il raccoglimento accanto ai familiari delle vittime e la veglia interreligiosa di preghiera. Lunedì 21 marzo, con la lettura dei nomi in piazza. 

Replicando la “formula” adottata negli ultimi anni a causa dell’emergenza, Napoli è stata la “piazza” principale, ma simultaneamente, in centinaia di luoghi in Italia, Europa, Africa e America Latina, la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie è stata vissuta attraverso la lettura dei nomi delle vittime, sono state ascoltate le testimonianze dei familiari e approfondite le questioni relative alle mafie e corruzione, nel segno di una memoria che non vuole essere celebrazioni ma strumento di verità e giustizia. 

L'obiettivo è stato un coinvolgimento ampio di tutto il territorio nazionale con collegamenti internazionali: per le istituzioni e per la società civile è stata un’occasione per lanciare un segnale concreto di impegno comune contro le mafie e la corruzione.

Lo slogan è stato “Terra mia. Coltura-CulturaTerra”

E’uno slogan che vuole unire due dimensioni di impegno, oggi fondamentali, dalle quali ripartire.

Terra mia. Per prendersi cura delle comunità locali e reinterpretare l’essere cittadini globali a partire dall’attenzione al contesto nel quale viviamo, alla nostra quotidianità.

Coltura-CulturaTerra. La coltura nella terra, la cultura nelle coscienze. Due parole che si differenziano solo per una vocale, che restituiscono la necessità di un lavoro che prosegue in parallelo e tiene insieme l’impegno per il nutrimento della Terra con l’impegno per il nutrimento delle coscienze.

Perché è stata scelta Napoli per la manifestazione nazionale?

Napoli e la sua area metropolitana sono il territorio più densamente popolato del Paese. 

Oltre tre milioni di donne e uomini abitano attorno al Vesuvio e le camorre, così pulviscolari e diffuse nel tessuto urbano, accompagnano da più due secoli la storia di quest’area geografica.

Portare a Napoli il 21 marzo ha voluto dire accendere i riflettori su un territorio in cui le organizzazioni criminali fanno oggi uso della violenza per uccidersi, uccidere vittime innocenti, impaurire le donne e gli uomini, confliggere tra loro per fare affari e riorganizzare assetti di potere.

Napoli è una delle città che ha maggiormente pagato un tributo di sangue innocente negli ultimi anni: l’elenco  di Libera parla di giovani ragazzi che hanno perso la vita per mano della violenza camorristica; giovani dei quartieri popolari le cui speranze sono state stroncate da una guerra fatta per il controllo della droga e del racket.

Ma la scelta di Napoli è stata decisa anche per incoraggiare una Campania che resiste, fatta di gente perbene che nelle associazioni, nelle cooperative sociali, nelle realtà laiche e religiose, o anche semplicemente assumendosi la propria responsabilità di cittadino, s'impegna per il bene della sua terra e dell'intero Paese.

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