Nella relazione
annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, redatta
dal dipartimento per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei
Ministri, relativa al 2019 ma che utilizza dati del 2018, sono contenuti
informazioni molto interessanti sulla diffusione di tale fenomeno nel nostro
Paese.
Pertanto
mi è sembrato opportuno riportare alcune parti di tale relazione.
“…Così
come a livello globale, anche in Italia la cannabis si conferma la sostanza più
diffusa sul mercato illegale. Gli indicatori descrivono un quadro stabile del
mercato con una spesa stimata intorno ai 4,4 miliardi di euro l’anno e una
percentuale di purezza alta, del 12% in media per la marijuana e del 17% per
l’hashish…
Dati
questi che danno la misura delle dimensioni della domanda di cannabis in
Italia, soprattutto se letti insieme alla diffusione della sostanza anche fra i
giovanissimi: un terzo degli studenti delle scuole superiori l’ha utilizzata
almeno una volta nella vita e per oltre la metà di questi l’età di iniziazione
è stata intorno ai 15-16 anni.
Nel
corso degli ultimi 10 anni risultano diminuiti i giovani che, in termini
percentuali, hanno iniziato ad utilizzare la sostanza prima dei 13 anni,
passando da quasi il 5% degli anni 2009- 2011 all’attuale 3%. Un quarto degli
studenti superiori riferisce l’uso di cannabis nel corso dell’anno 2018 e la
quasi totalità di questi la consuma in modo esclusivo, senza cioè associarla ad
altre sostanze…
Il
quadro di grande diffusione dei consumi di cannabis non si riflette tuttavia
nella cura e nel trattamento di problemi correlati all’uso: l’utenza dei
servizi per le tossicodipendenze in trattamento per uso primario di cannabis
rappresenta l’11% del totale, e i ricoveri ospedalieri da imputare a questa
sostanza costituiscono una parte ridotta, pari al 5%, di quelli direttamente
droga-correlati.
Una
tra le più importanti sfide per le politiche nazionali in materia di sostanze
stupefacenti consiste nell’individuare gli strumenti adatti a fornire una
risposta rapida ed efficace allo sviluppo di un mercato dinamico come quello
delle nuove sostanze psicoattive, che imitano gli effetti di sostanze illegali
già note: le cosiddette Nps - nuove sostanze psicoattive (che comprendono ad
esempio cannabinoidi, catinoni e oppioidi sintetici).
E’
evidente, infatti, che la velocità di comparsa di queste nuove molecole, la
vendita tramite siti web e il fatto che le informazioni disponibili su effetti
e danni derivati dall’uso siano limitate, continueranno a costituire gli
elementi-chiave alla base di importanti sfide per la salute pubblica e per le
politiche pubbliche di settore nei prossimi anni…
Nel
corso del 2018 sono state individuate trentanove nuove molecole per la maggior
parte appartenenti alla classe dei catinoni sintetici e delle triptamine…
I
segnali che emergono raccontano una realtà estremamente fluida con sostanze che
restano sul mercato pochi mesi e poi scompaiono…
A
fronte di un mercato molto fiorente, stimato per una spesa di 6,5 miliardi, i
dati relativi alla cocaina descrivono una situazione apparentemente stabile per
ciò che riguarda la sua diffusione.
I
quantitativi di sostanza sequestrata e i prezzi al dettaglio non sono cambiati
negli ultimi due anni e, anche se le percentuali dei giovanissimi che l’hanno
utilizzata almeno una volta sono in leggera diminuzione (2,8% rispetto al 3,4%
del 2017), rimane, dopo la cannabis, la sostanza maggiormente consumata dai
poliutilizzatori.
Questa
sostanza rappresenta a oggi uno dei pericoli sociali di maggiore rilevanza.
La
cocaina è, infatti, la sostanza maggiormente accertata sui conducenti di
veicoli controllati dalla Polizia Stradale nell’ambito della campagna di
prevenzione dell’incidentalità stradale notturna droga-correlata condotta nel
2018.
Risulta
inoltre la sostanza principale per la quale oltre un terzo delle persone
inserite nelle comunità terapeutiche del privato sociale ha iniziato un
percorso terapeutico-riabilitativo, così come il 20% degli utenti trattati
presso i servizi pubblici per le dipendenze.
Si
è registrato, inoltre, sia un aumento della percentuale di principio attivo
contenuto nei campioni di cocaina sequestrati, che da una concentrazione media
del 33% del 2016 è passata al 68% nell’ultimo biennio, sia un aumento del 10%
delle denunce alle Autorità Giudiziarie per i reati di cosiddetto spaccio e di
associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina.
La
stessa tendenza in aumento si registra sia per le ospedalizzazioni sia per i
decessi direttamente correlati al consumo della sostanza, che in termini
assoluti risultano aumentati rispettivamente del 38% e del 21% rispetto
all’anno precedente…
I
segnali che emergono dagli indicatori utilizzati per il monitoraggio della
diffusione di oppiacei sono tutti concordi nel descrivere un mercato in
crescita.
Nel
corso del 2018 è stato osservato, in termini assoluti, un incremento del 60% di
sostanza sequestrata nel nostro Paese, sfiorando per poco la tonnellata di
eroina intercettata dalle forze dell’ordine, con un principio attivo mediamente
superiore del 18% rispetto al 2017.
Indicatori
confermati anche dal 28% in più di ricoveri e di circa il 6% in più di decessi
correlati all’uso di oppiacei.
A
confermare importanti modifiche nel mercato, oltre all’aumento della purezza
della sostanza (il principio attivo risulta infatti superiore del 18% a quello
mediamente rinvenuto nei campioni di eroina analizzati nel 2017), si evidenzia
sia un aumento del prezzo medio di spaccio sia delle denunce per associazione
finalizzata al traffico, raddoppiate in un anno…
Fra
le cronicità più diffuse tra gli utilizzatori di droghe ci sono le malattie
infettive direttamente correlate al consumo di alcune sostanze. Sebbene i casi
di epatite B e C mostrino un trend in costante diminuzione, così come quelli
per Hiv e Aids, in generale, queste patologie continuano a rappresentare un
importante rischio, soprattutto fra gli utilizzatori di sostanze per via
iniettiva.
Nell’ultimo
anno, tuttavia, si è verificato un incremento dei decessi direttamente
droga-correlati che, dai 296 casi del 2017, sono passati a 334 nel 2018,
particolarmente rilevante tra le donne over 40 (+92%)…
Uno
degli effetti cronici legati all’uso di sostanze è notoriamente la dipendenza,
alla cui diffusione hanno dato risposta, assistendo oltre 133.000 soggetti, i
568 servizi pubblici per le dipendenze insieme alle 839 strutture
socio-riabilitative censite sul territorio nazionale (delle 908 presenti).
Servizi
che assistono all’invecchiamento della propria utenza, che per la maggior parte
chiede aiuto per problemi legati all’uso di eroina e cocaina.
A
ciò vanno aggiunti i dati riguardanti le ospedalizzazioni che, per quanto
concerne i ricoveri con diagnosi principale droga-correlata, sono più numerosi
tra i giovani, e in aumento anche tra i giovanissimi.
Più
della metà di tali diagnosi fa riferimento a sostanze miste o non conosciute…”.

Nessun commento:
Posta un commento