In Afghanistan il numero di bambini che avrà bisogno di assistenza
umanitaria nel 2020 è salito del 40% rispetto allo scorso anno; ciò significa
che 1,5 milioni di minori in più avranno bisogno di supporto per sopravvivere.
Questa la denuncia di Save the Children, che sottolinea come 18 lunghi anni di
conflitto abbiano trasformato l'Afghanistan in uno dei posti peggiori al mondo
dove essere bambini.
Nell’anno in corso, specifica Save the Children, altre
3,1 milioni di persone, più della metà delle quali minori, necessiteranno di
assistenza umanitaria in un Paese in cui, negli ultimi due anni, la sicurezza è
peggiorata notevolmente e il numero di bambini uccisi e mutilati ha raggiunto
il suo record.
Secondo le Nazioni Unite, nei primi nove mesi del
2019, i bambini hanno rappresentato il 77% delle vittime civili a causa di armi
esplosive.
Questo quotidiano rischio mortale ha un profondo impatto
sulla salute mentale dei più piccoli che spesso sono testimoni di atti di
estrema violenza e devono affrontare lesioni traumatiche che spesso hanno
ripercussioni gravissime sulla loro vita.
Infatti, oggi nel Paese 1 persona su 10 vive con
disabilità fisiche.
Una recente analisi di Save the Children ha inoltre
rilevato che due terzi dei genitori intervistati in alcune parti
dell'Afghanistan hanno affermato che i loro figli hanno paura delle esplosioni,
dei rapimenti o di altre forme di violenza durante il tragitto per andare a
scuola.
Queste testimonianze danno la misura di quanto i
bambini afgani vivano nella paura costante di perdere la vita, senza il
necessario sostegno per affrontare questi traumi.
Rischi differenti a seconda che si tratti di bambini o
bambine.
Come messo in evidenza nel nuovo rapporto “Stop alla
guerra sui bambini” diffuso la scorsa settimana da Save the Children, le
ragazze nelle aree colpite dai conflitti corrono infatti rischi molto più
elevati di essere vittime di violenza sessuale e di genere, gravidanze e
matrimoni precoci forzati.
In tutti i casi verificati di violenza sessuale contro
i minori in aree di conflitto, 9 volte su 10 sono proprio le ragazze ad esserne
vittime.
I ragazzi hanno invece molte più probabilità di essere
esposti ad uccisioni e mutilazioni, rapimenti e reclutamento nei gruppi armati.
“Rispetto ad altre emergenze globali, dopo oltre 18
anni di conflitto l’Afghanistan rimane un Paese dimenticato nonostante le
decine di migliaia di morti tra i civili e il fallimento di molteplici
tentativi per arrivare alla pace.
I bambini nati e cresciuti qui non hanno conosciuto
altro che la guerra nella loro vita, hanno paura di andare a scuola e sono a
rischio continuo di abusi e sfruttamento.
I bambini afgani non hanno accesso all'assistenza
sanitaria di base e ad un'istruzione di qualità, per non parlare del supporto
psicologico di cui hanno bisogno per superare tutto ciò che hanno dovuto
subire”, ha dichiarato Onno van Manen, direttore di Save the Children in
Afghanistan.
“I bambini afgani hanno il diritto di vivere al
sicuro, di essere protetti e di crescere come ogni bambino dovrebbe, purtroppo
però i loro diritti fondamentali continuano ad essere calpestati.
Dobbiamo offrire loro un futuro libero dalla violenza
e dalla paura e per questo Save the Children sta intensificando le sue attività
in tutto il Paese per rispondere a questa terribile situazione”, ha proseguito
Onno van Manen.

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