E’ stato
recentemente reso noto lo studio dell’Istat. “L’inclusione scolastica degli
alunni con disabilità nell’anno scolastico 2018-2019”. Si conferma l’aumento
del numero di alunni con disabilità (+10.000) che frequentano le scuole
italiane (3,3% del totale degli iscritti). Scarsa l’accessibilità per gli
alunni con disabilità motoria, soltanto
nel 15% degli edifici scolastici sono stati effettuati lavori per abbattere
barriere architettoniche. Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno è
migliore delle previsioni di legge, ma è carente la formazione: un insegnante
su 3 è selezionato dalle liste curriculari.
Nell’anno
scolastico 2018/2019 gli alunni con disabilità che frequentano la scuola
primaria e secondaria di primo grado erano poco più di 177.000.
Notevoli
le differenze in termini di genere: gli alunni con disabilità erano
prevalentemente maschi, 212 ogni 100 femmine.
Il
problema più frequente era la disabilità intellettiva (42% degli studenti con
sostegno), seguivano i disturbi dello sviluppo (26,4%), meno diffusi i problemi
sensoriali (8%).
Il
40% degli alunni con disabilità aveva più di un problema di salute. Questa
condizione era più frequente tra gli alunni con disabilità intellettiva che vivevano
una condizione di pluridisabilità nel 51% dei casi.
Con
riferimento alla tipologia di problema, negli ultimi 5 anni sono aumentati gli
alunni con disturbo dell’attenzione, del linguaggio e dello sviluppo; questi
ultimi hanno subìto l’incremento maggiore, passando dal 17% al 26,4%.
Nell’anno
scolastico 2018/2019, gli insegnanti per il sostegno nelle scuole italiane erano
quasi 173.000.
A
livello nazionale il rapporto alunno-insegnante (pari a 1,6 alunni ogni
insegnante per il sostegno) era migliore di quello previsto dalla legge
244/2007 che prevede un valore pari 2.
Tuttavia
mancavano gli insegnanti specializzati e il 36% dei docenti per il sostegno veniva
selezionato dalle liste curriculari; sono docenti che rispondono ad una domanda
di sostegno non soddisfatta, ma non hanno una formazione specifica per
supportare al meglio l’alunno con disabilità.
Il
numero medio di ore settimanali di sostegno fruite da ciascun alunno del primo
ciclo ammontava a 14,1: il confronto tra i due ordini scolastici mette in
evidenza una maggiore dotazione nella scuola primaria (15,4 ore) rispetto alla
scuola secondaria di primo grado (12,3).
A
livello territoriale si osservavano differenze per entrambi gli ordini
scolastici, con un numero di ore maggiore nelle scuole del Mezzogiorno:
mediamente 2 ore settimanali in più rispetto a quelle rilevate nelle scuole del
Nord.
Negli
ultimi cinque anni le ore di sostegno settimanali hanno subito un incremento
del 18% (2,1 ore in più a settimana per entrambi gli ordini scolastici).
L’incremento
si osservava su tutto il territorio, ma era più elevato nelle regioni del Nord
dove superava il 22% (2,3 ore in più a settimana) ed era minimo nel Mezzogiorno
(11%, 1,6 ore in più) che però partiva da valori più elevati.
I
bisogni degli alunni non sembravano soddisfatti dall’offerta di sostegno: quasi
il 6% delle famiglie ha presentato ricorso al Tar, ritenendo l’assegnazione
delle ore non idonea.
Nel
Mezzogiorno i ricorsi raggiungevano una quota doppia rispetto al valore
nazionale (10,2%) mentre nel Nord scendeva a 2,7%.
Un’ulteriore
criticità riguardava la discontinuità nel rapporto tra docente per il sostegno
e alunno a causa dei numerosi cambi d’insegnante che avvenivano non solo nel
corso dell’anno, ma durante l’intero ciclo scolastico.
Una
quota non trascurabile di alunni, il 10%, ha cambiato insegnante per il
sostegno nel corso dell’anno scolastico. Questa situazione si verificava più
spesso nelle scuole primarie del Nord, dove la percentuale saliva al 12%.
Gli
alunni con limitazioni nell’autonomia disponevano mediamente di 8,9 ore
settimanali di presenza di un assistente all’autonomia e alla comunicazione,
per i più gravi le ore medie salivano a 11,5.
Nelle
scuole italiane gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (assistente
ad personam) che affiancano gli insegnanti per il sostegno, erano poco meno di
54.000 (19 per 100 alunni con disabilità).
Si
tratta di operatori specializzati, finanziati dagli enti locali, la cui
presenza può migliorare molto la qualità dell’azione formativa facilitando la
comunicazione dello studente con disabilità e stimolando lo sviluppo delle
abilità nelle diverse dimensioni della sua autonomia.
A
livello nazionale il rapporto alunno/assistente era pari a 4,8; nel Mezzogiorno
era pari 5,8.
La
domanda di assistenza non era totalmente soddisfatta: il 5,7% degli alunni con
disabilità avrebbe avuto bisogno del supporto di questa figura professionale,
ma non ne usufruiva. Tale quota saliva al 7,3% nelle scuole del Mezzogiorno
mentre diminuiva nel Centro al 4%.
Nell’anno
scolastico 2018-2019 erano ancora troppe le barriere fisiche presenti nelle
scuole italiane: solamente una scuola su 3 risultava accessibile per gli alunni
con disabilità motoria.
La
situazione appariva migliore nel Nord del Paese dove si registravano valori
superiori alla media nazionale (38% di scuole a norma) mentre peggiorava,
raggiungendo i livelli più bassi, nel Mezzogiorno (29%).

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