giovedì 13 febbraio 2020

In aumento gli alunni con disabilità



E’ stato recentemente reso noto lo studio dell’Istat. “L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità nell’anno scolastico 2018-2019”. Si conferma l’aumento del numero di alunni con disabilità (+10.000) che frequentano le scuole italiane (3,3% del totale degli iscritti). Scarsa l’accessibilità per gli alunni con disabilità motoria, soltanto nel 15% degli edifici scolastici sono stati effettuati lavori per abbattere barriere architettoniche. Il rapporto alunno-insegnante per il sostegno è migliore delle previsioni di legge, ma è carente la formazione: un insegnante su 3 è selezionato dalle liste curriculari.

Nell’anno scolastico 2018/2019 gli alunni con disabilità che frequentano la scuola primaria e secondaria di primo grado erano poco più di 177.000.

Notevoli le differenze in termini di genere: gli alunni con disabilità erano prevalentemente maschi, 212 ogni 100 femmine.

Il problema più frequente era la disabilità intellettiva (42% degli studenti con sostegno), seguivano i disturbi dello sviluppo (26,4%), meno diffusi i problemi sensoriali (8%).

Il 40% degli alunni con disabilità aveva più di un problema di salute. Questa condizione era più frequente tra gli alunni con disabilità intellettiva che vivevano una condizione di pluridisabilità nel 51% dei casi.

Con riferimento alla tipologia di problema, negli ultimi 5 anni sono aumentati gli alunni con disturbo dell’attenzione, del linguaggio e dello sviluppo; questi ultimi hanno subìto l’incremento maggiore, passando dal 17% al 26,4%.

Nell’anno scolastico 2018/2019, gli insegnanti per il sostegno nelle scuole italiane erano quasi 173.000.

A livello nazionale il rapporto alunno-insegnante (pari a 1,6 alunni ogni insegnante per il sostegno) era migliore di quello previsto dalla legge 244/2007 che prevede un valore pari 2.

Tuttavia mancavano gli insegnanti specializzati e il 36% dei docenti per il sostegno veniva selezionato dalle liste curriculari; sono docenti che rispondono ad una domanda di sostegno non soddisfatta, ma non hanno una formazione specifica per supportare al meglio l’alunno con disabilità.

Il numero medio di ore settimanali di sostegno fruite da ciascun alunno del primo ciclo ammontava a 14,1: il confronto tra i due ordini scolastici mette in evidenza una maggiore dotazione nella scuola primaria (15,4 ore) rispetto alla scuola secondaria di primo grado (12,3).

A livello territoriale si osservavano differenze per entrambi gli ordini scolastici, con un numero di ore maggiore nelle scuole del Mezzogiorno: mediamente 2 ore settimanali in più rispetto a quelle rilevate nelle scuole del Nord.

Negli ultimi cinque anni le ore di sostegno settimanali hanno subito un incremento del 18% (2,1 ore in più a settimana per entrambi gli ordini scolastici).

L’incremento si osservava su tutto il territorio, ma era più elevato nelle regioni del Nord dove superava il 22% (2,3 ore in più a settimana) ed era minimo nel Mezzogiorno (11%, 1,6 ore in più) che però partiva da valori più elevati.

I bisogni degli alunni non sembravano soddisfatti dall’offerta di sostegno: quasi il 6% delle famiglie ha presentato ricorso al Tar, ritenendo l’assegnazione delle ore non idonea.

Nel Mezzogiorno i ricorsi raggiungevano una quota doppia rispetto al valore nazionale (10,2%) mentre nel Nord scendeva a 2,7%.

Un’ulteriore criticità riguardava la discontinuità nel rapporto tra docente per il sostegno e alunno a causa dei numerosi cambi d’insegnante che avvenivano non solo nel corso dell’anno, ma durante l’intero ciclo scolastico.

Una quota non trascurabile di alunni, il 10%, ha cambiato insegnante per il sostegno nel corso dell’anno scolastico. Questa situazione si verificava più spesso nelle scuole primarie del Nord, dove la percentuale saliva al 12%.

Gli alunni con limitazioni nell’autonomia disponevano mediamente di 8,9 ore settimanali di presenza di un assistente all’autonomia e alla comunicazione, per i più gravi le ore medie salivano a 11,5.

Nelle scuole italiane gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (assistente ad personam) che affiancano gli insegnanti per il sostegno, erano poco meno di 54.000 (19 per 100 alunni con disabilità).

Si tratta di operatori specializzati, finanziati dagli enti locali, la cui presenza può migliorare molto la qualità dell’azione formativa facilitando la comunicazione dello studente con disabilità e stimolando lo sviluppo delle abilità nelle diverse dimensioni della sua autonomia.

A livello nazionale il rapporto alunno/assistente era pari a 4,8; nel Mezzogiorno era pari 5,8.

La domanda di assistenza non era totalmente soddisfatta: il 5,7% degli alunni con disabilità avrebbe avuto bisogno del supporto di questa figura professionale, ma non ne usufruiva. Tale quota saliva al 7,3% nelle scuole del Mezzogiorno mentre diminuiva nel Centro al 4%.

Nell’anno scolastico 2018-2019 erano ancora troppe le barriere fisiche presenti nelle scuole italiane: solamente una scuola su 3 risultava accessibile per gli alunni con disabilità motoria.

La situazione appariva migliore nel Nord del Paese dove si registravano valori superiori alla media nazionale (38% di scuole a norma) mentre peggiorava, raggiungendo i livelli più bassi, nel Mezzogiorno (29%).

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