Il cosiddetto
decreto sicurezza, fortemente voluto da Matteo Salvini, è stato oggetto,
giustamente, di numerose critiche. Le critiche sono state espresse sia dai
partiti di opposizione ma anche da associazioni e sindacati. Un appello contro
le caratteristiche principali del decreto in questione è stato redatto da
Libera, Acli, Arci, Avviso Pubblica, Legambiente, Cgil, Cisl e Uil.
Condivido
in pieno l’appello, anche perché, seppur breve, evidenzia chiaramente gli
aspetti fortemente negativi del decreto.
Pertanto
ho deciso di riportarlo integralmente.
“Destano
grande preoccupazione le disposizioni relative alla protezione umanitaria e
immigrazione - su cui anche il Consiglio superiore della magistratura ha
rilevato aspetti di incostituzionalità - e che appaiono essere più come una
risposta simbolica all'opinione pubblica che ai problemi concreti della
protezione e della integrazione.
Questo
decreto che si appresta a diventare legge non promuove dignità, ma la toglie,
ad esempio alle persone che hanno intrapreso un percorso di integrazione,
lavorano in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato e in caso di
diniego perdono il lavoro e il diritto di permanere sul territorio italiano,
incentivando in tal modo sfruttamento e lavoro irregolare.
Preoccupano
fortemente, altresì, le disposizioni relative all'ordine pubblico e sicurezza,
che richiederebbero interventi di diversa natura mirati a favorire le politiche
di inclusione sociale, a garantire il diritto all'abitare, alla salute e a
tutti i servizi socio-sanitari per le persone in condizioni di povertà,
fragilità ed emarginazione.
Fino
alla vendita ai privati dei beni confiscati ai mafiosi e ai corrotti, perchè,
tramite aste pubbliche, anziché riutilizzarli per finalità pubbliche e sociali
come prevede la legge n. 109/1996, si vuole dare un messaggio culturale in
direzione opposta, favorendo inevitabilmente gli acquisti attraverso prestanome
dalla faccia pulita, come già evidenziato da molti magistrati.
Non
possiamo permettere che le ricchezze accumulate con denaro frutto del
compimento di gravi reati ritornino nelle mani di chi li ha commessi. Tutto il ‘maltolto’
deve diventare ‘bene comune’ rappresentando il segno del riscatto di un'Italia
civile e responsabile, onesta e coraggiosa”.
Uno
degli obiettivi principali del decreto dovrebbe essere quello di ridurre il
numero dei migranti presenti in Italia.
Ho
utilizzato il condizionale non a caso.
Infatti,
in considerazione soprattutto delle note difficoltà connesse al rimpatrio dei
migranti, l’effetto principale che determinerà l’attuazione del decreto sarà l’aumento
del numero degli stranieri irregolari.
E
tale aumento, oggettivamente, causerà anche un incremento dei comportamenti
illegali.
Pertanto
la tanto sbandierata volontà, manifestata soprattutto da Salvini, di accrescere
la sicurezza dei cittadini italiani si tramuterà nel verificarsi dell’esatto
contrario.
Salvini
lo sa ma a lui non interessa realmente garantire la sicurezza quanto aumentare
i consensi, anche elettorali, nei suoi confronti, usando strumentalmente le
paure e i timori che egli stesso ha contribuito a creare, ad esempio
ingigantendo le dimensioni e i pericoli
dei fenomeni migratori.

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