Nel corso della
prossima riunione dell’assemblea nazionale del Pd, prevista per il mese di
luglio, era stato ipotizzato che fosse convocato il congresso, nell’ambito del
quale sarebbe stato eletto, con le primarie, il nuovo segretario. E’ probabile invece
che il congresso sia rinviato.
E’ in un comunicato emesso dall’agenzia di stampa Askanews
che si riferisce del probabile rinvio del congresso.
Tale comunicato è stato recepito da alcuni giornali, tra i
quali “Il Sole 24 ore”.
Perché il rinvio del congresso?
Sarebbe il frutto di una decisione di Renzi il quale non
avrebbe individuato un candidato credibile, a lui vicino (ad esempio Delrio
avrebbe rifiutato di candidarsi), da opporre a Zingaretti, presidente della
Giunta regionale del Lazio e possibile candidato della sinistra del Pd.
Inoltre Renzi sta pensando a candidare se stesso ma per
questa possibilità avrebbe bisogno di più tempo ed infine se non si tenesse il
congresso, entro tempi brevi, lo stesso Renzi potrebbe gestire le candidature
relative alle elezioni per il Parlamento europeo che si svolgeranno nei primi
mesi del 2019, perché resterebbero in funzione gli attuali organismi nei quali
Renzi ha, o dovrebbe avere, ancora la maggioranza.
E poi, se ci dovessero essere le elezioni politiche
anticipate nel 2019, ugualmente, Renzi potrebbe gestire le candidature.
Nel frattempo Martina verrebbe confermato reggente e nemmeno
eletto segretario dall’assemblea.
Si ipotizza poi che la stessa riunione dell’assemblea
potrebbe svolgersi non a luglio, ma a fine anno.
Io credo che rinviare il congresso sarebbe un grave errore.
Per almeno due motivi.
Infatti, è necessario scuotere il Pd dall’attuale situazione
di stasi, pericolosa non solo per questo partito ma per il nostro Paese,
considerando che il nuovo governo si sta sempre di più caratterizzando come un
governo di destra estrema, che va assolutamente contrastato con efficacia.
Affinchè si possa raggiungere questo obiettivo è
indispensabile eleggere con le primarie un nuovo segretario con pieni poteri,
autorevole, completamente autonomo rispetto a Renzi, il cui ruolo altrimenti
non verrebbe ridimensionato, come necessario sia perché ormai inviso a gran
parte dell’elettorale sia perché uno dei maggiori responsabili della disfatta
elettorale del 4 marzo scorso.
Inoltre un vero congresso risulta non procrastinabile perché
dovrebbe essere l’occasione per analizzare le vere cause della disfatta
elettorale e per individuare le azioni da realizzare per rigenerare il Pd, per
rinnovarlo profondamente, insomma, a mio avviso, per tornare all’impostazione
originaria in base al quale si decise di dare vita a questo partito (il vero Pd
forse non è mai nato).
Se invece il congresso sarà rinviato, il Pd correrebbe
realmente il rischio di estinguersi, più o meno lentamente ma progressivamente.

Egregio Paolo Borrello
RispondiEliminaLa tua scelta l’hai fatta quando hai deciso di votare contro il PD e il suo Segretario.
Hai certificato, insieme con quelle che erano le Minoranze, che il Centrosinistra andava squalificato agli occhi degli italiani.
Complimenti, insieme a Bersani e altri, hai raggiunto l’obiettivo.
Non ti curare più del Partito Democratico, altri e altro vi aspetta.
Quando il Governo Renzi e poi Gentiloni operavano con scelte coraggiose, sebbene perfettibili, Voi non andaste nelle piazze e nei mercati a spiegarle agli italiani. Andavate invece in televisione per discreditare il Partito, il Governo e il Gruppo dirigente. Ci siete riusciti, complimenti, amen.