Presentato a Firenze
un progetto che coinvolgerà quattro regioni, finanziato dal fondo per il
contrasto alla povertà educativa minorile, che coinvolgerà 300 nonni
volontari, 1.000 bambini da 0 a 6 anni, 16 fra comuni e frazioni e 4 regioni:
Lombardia, Toscana, Umbria e Basilicata. Il progetto è denominato “I nonni come
fattore di potenziamento della comunità educante a sostegno delle fragilità
genitoriali”.
Capofila del progetto è Auser Lombardia
Si ricorda che l’Auser è una associazione di volontariato e
di promozione sociale, impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo
degli anziani e valorizzare il loro ruolo nella società.
Le sue attività sono rivolte in maniera prioritaria agli anziani, ma sono aperte alle relazioni di dialogo tra generazioni, nazionalità, culture diverse.
L’Auser è stata costituita nel 1989 dalla Cgil e
dal sindacato dei pensionati Spi-Cgil.
Il progetto sarà realizzato nell’ambito del bando per la
prima infanzia affidato per la gestione da fondazione con il Sud all’impresa sociale “Con
i bambini”.
Cosa dovrebbe avvenire?
I nonni volontari, con il loro bagaglio di esperienza e voglia
di mettersi in gioco, daranno una mano concreta a tante famiglie che
si trovano in difficoltà, famiglie fragili che spesso vivono in territori dove
i servizi scarseggiano.
Tutti seguiranno adeguati corsi di formazione e diventeranno
a loro volta “nonni leader” in modo tale da trasferire ad altri nonni
l’esperienza e diventando così dei veri e propri moltiplicatori di solidarietà.
Con l’aiuto dei nonni volontari i bambini e i loro genitori
potranno contare su un accesso ai servizi del territorio più ampio e flessibile
con forme di prolungamento dell’orario; i nonni potranno accompagnare i bambini
a scuola o al nido.
Verranno realizzati spazi gioco e attività di laboratorio in
cui le risorse dei volontari Auser potranno affiancare il personale educativo
già coinvolto.
Le sedi Auser verranno utilizzate per accogliere, informare,
creare comunità, organizzare momenti di formazione, informazione sulle
tematiche inerenti la cura e la crescita del bambino. Saranno, inoltre, luoghi
in cui condividere laboratori e momenti di festa.
Tutti gli interventi saranno finalizzati a contrastare
l’isolamento socio-culturale e la povertà educativa delle famiglie e a
prevenire il rischio di deprivazione dei bambini.
In Lombardia sono stati scelti il grande hinterland milanese
di Sesto San Giovanni e due comuni della provincia di Cremona dove molte
famiglie vivono in casolari isolati e lontano da scuole e servizi; nel senese
in Toscana si prevedono attività di sostegno a genitori “single” e a famiglie
di migranti; in Umbria sono stati scelti piccoli comuni e realtà che
stanno accogliendo le comunità terremotate e in Basilicata quattro comuni
che hanno problemi di spopolamento e di integrazione dei migranti.
Il progetto ha come soggetto capofila Auser Lombardia ed è
costituito da una vasta rete di partner tra cui Auser Toscana, Auser Umbria,
Auser Basilicata, università Bicocca di Milano, università di Firenze, la fondazione
Asilo Mariuccia di Milano, l’Istituto degli innocenti di Firenze, Comuni e
cooperative sociali.
Durerà 3 anni, metterà radici creando una rete di
solidarietà solida e strutturata.
Il finanziamento previsto supera i 2 milioni e 150.000 euro.
Il progetto è stato selezionato da “Con i Bambini”
nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il fondo
nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri,
il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo.
Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di
natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei
processi educativi da parte dei minori.
Per attuare i programmi del fondo, a giugno 2016 è nata
l’impresa sociale “Con i Bambini”, www.conibambini.org,
organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla fondazione “Con
il Sud”.
Il progetto mi sembra molto interessante.
Ovviamente non sconfiggerà completamente il grave problema
rappresentato dalle povertà educativa minorile.
Può costituire, però, senza alcun dubbio, un modello che, se
avrà successo, potrà essere replicato in altri territori del nostro Paese,
affiancando l’operato che altri soggetti, enti, istituzioni, pubbliche
amministrazioni, dovranno portare aventi per contrastare quel problema, operato
quest’ultimo che dovrà essere anch’esso rafforzato considerevolmente.

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