Non è certo una
novità la notevole differenza tra le regioni settentrionali e quelle
meridionali per quanto riguarda il reddito. Nelle prime il valore del reddito
pro capite è da sempre più elevato rispetto a quello che si verifica nelle
seconde. Ma tale divario si è accresciuto negli ultimi 10 anni, cioè negli anni
della crisi.
A tale conclusione si può pervenire anche utilizzando i dati
forniti dal dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, relativi ai
redditi Irpef dichiarati dai contribuenti nel 2016.
Infatti se si confrontano tali dati con quelli del 2006, si
può rilevare che, tra il 2006 e il 2016, il reddito è diminuito dello 0,2%
nelle regioni settentrionali e del 3,0% in quelle meridionali. La riduzione
verificatasi nelle regioni del centro Italia è stata invece pari all’1,0%.
E ciò dimostra chiaramente che il divario nel reddito, nel
periodo considerato, si è accresciuto, tra il Nord e il Sud dell’Italia.
Le diminuzioni più accentuate, tra le regioni meridionali,
si sono verificate in Sicilia (-3,5%) e in Campania (-2,8%).
Pertanto risulta confermato che la crisi ha accresciuto le
diseguaglianze economiche anche all’interno del nostro Paese, come verificatosi
in altre nazioni.
Inoltre, se si considerano i valori, espressi in euro,
assunti dal reddito medio, dato dal rapporto tra il reddito complessivamente
dichiarato e il numero dei contribuenti, nel 2016, nelle diverse regioni
italiane, risulta evidente che il divario tra regioni settentrionali e quelle
meridionali è particolarmente consistente.
Valle d’Aosta 22.260
Piemonte 22.490
Lombardia 24.750
Trentino-Alto Adige 22.413
Friuli 21.890
Veneto 21.990
Emilia Romagna 23.020
Toscana 21.520
Umbria 19.750
Marche 19.640
Lazio 22.910
Abruzzo 17.830
Molise 16.030
Campania 17.140
Puglia 16.230
Basilicata 16.080
Calabria 14.950
Sicilia 16.270
Sardegna 17.730

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