domenica 24 dicembre 2017

Microplastiche anche nei laghi e nei fiumi


Il problema del “marine litter”, cioè dei rifiuti marini, e delle microplastiche in acqua non riguarda solo mari e oceani ma anche i bacini lacustri e i fiumi. A confermare la presenza di questo fenomeno nelle acque interne, i dati forniti da Legambiente che, nel corso della sua campagna itinerante “Goletta dei Laghi 2017”, ha realizzato per il secondo anno consecutivo, in collaborazione con Enea, un’indagine specifica.
In questa indagine è stato effettuato un campionamento ad hoc sulle microplastiche, con dimensione inferiore ai 5 millimetri, presenti nei laghi monitorando sei bacini: Iseo, Maggiore, Garda, Trasimeno, e per la prima volta Como e Bracciano, per un totale di quasi 50 chilometri percorsi dalla manta, la rete utilizzata per i vari campionamenti.
Allo stesso tempo, per la prima volta, sono stati campionati anche alcuni corsi fluviali immissari ed emissari, a monte e a valle degli impianti di trattamento delle acque presenti: il fiume Oglio per l’Iseo, in entrata e in uscita dal lago, l’Adda per il lago di Como, il Sarca in entrata nella parte trentina del Garda e il Mincio come emissario, visto che le particelle di plastica sono trasportate il più delle volte da corsi d’acqua e dagli scarichi. 
Dall’indagine di Legambiente ed Enea è emerso che , nei sei laghi monitorati, sono state rinvenute microparticelle di plastica.
Tra i bacini lacustri che presentano più microparticelle ci sono quello di Como e il lago Maggiore. Il primo con una densità media di 157.000 particelle per chilometro quadrato, nella parte settentrionale, e con un picco di oltre 500.000 particelle nel secondo transetto collocato più a nord.
Il lago Maggiore presenta una densità media di 123.000 particelle per chilometro quadrato, con un picco di oltre 560.000 particelle in corrispondenza della foce del fiume Tresa, tra Luino e Germignaga, sul quale insiste il depuratore e campionato successivamente ad un evento temporalesco, che potrebbe aver aumentato l’apporto degli scarichi e quindi di particelle dal fiume. 
Non se la passano bene neanche quelli di Bracciano e di Iseo. Il primo, fortemente colpito quest’estate dalla siccità e dell’eccessiva captazione che hanno creato condizioni ambientali critiche, nei dieci transetti campionati dai tecnici di Goletta dei Laghi presenta una media di 117.000 particelle per chilometro quadrato.
Il secondo, quello di Iseo, una media di 63.000 particelle. Valori medi più bassi invece per il lago di Garda - quasi 10.000 particelle per chilometro quadrato - e per il Trasimeno con 7.914 particelle per chilometro quadrato.
“Le microplastiche - ha dichiarato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente - sono ormai sempre più presenti negli ecosistemi marini e terrestri, si tratta di un inquinamento di difficile quantificazione e impossibile da rimuovere totalmente. Con la Goletta dei Laghi e grazie alla collaborazione con Enea, abbiamo realizzato il primo studio a livello nazionale sull’inquinamento da microplastiche nei fiumi e nei laghi, uno strumento fondamentale per capire e conoscere la portata del fenomeno. Le cause sono per lo più la cattiva gestione dei rifiuti a monte e l’apporto che deriva dagli scarichi degli impianti di depurazione e da quelli che ancora oggi finiscono nei fiumi e nei laghi senza trattamento alcuno”.
Per fronteggiare questo problema e ridurre gli impatti, ha aggiunto Zampetti: “servono politiche di buona gestione su tutto il bacino idrografico, attività di sensibilizzazione e azioni efficaci di prevenzione…Infine è prioritario che il monitoraggio delle microplastiche sia inserito tra le attività istituzionali di controllo ambientale previste dalle norme sulla qualità dei corpi idrici, come fatto per il mare e le spiagge, considerando le microplastiche come indicatore per la definizione dello stato di salute delle acque interne”.
Per quanto riguarda i corsi fluviali immissari ed emissari dei bacini, Legambiente ha ricordato che i fiumi attraversano ampie porzioni di territorio e sono nastri trasportatori di ciò che ricevono, soprattutto in termini di rifiuti legati spesso ad una malagestione a livello urbano o portati dal dilavamento delle acque meteoriche, e legati al problema della maladepurazione. Per questo Goletta dei Laghi 2017 ha voluto allargare il fronte della ricerca campionando, prima e dopo gli impianti di depurazione, i corsi fluviali.
In particolare per l’Iseo è stato esaminato il fiume Oglio in entrata e in uscita, per quello di Como il fiume Adda, per il Garda il Sarca in entrata nella parte trentina e il Mincio come emissario. La differenza tra i campioni prelevati a valle e a monte dei depuratori può arrivare fino all’80% di particelle per metro cubo, come nel caso dell’Oglio e del Mincio.
Infine, oltre al campionamento delle microplastiche dei laghi, Goletta dei Laghi ha attivato una campagna di “citizen science” - riguardante cioè attività collegate ad un ricerca scientifica a cui partecipano semplici cittadini - per il monitoraggio dei rifiuti presenti sulle spiagge dei bacini lacustri.

Nel 90 % dei siti campionati è stata registrata la presenza di plastica, molto spesso frammenti di piccole dimensioni dovuti in larga parte ai rifiuti urbani, che a causa di una non corretta gestione da parte delle amministrazioni oltre all’abbandono, arrivano sulle sponde o direttamente in acqua e lì si degradano in frammenti sempre più piccoli. A questo si aggiunge un inefficace servizio di depurazione dei reflui urbani che contribuisce al fenomeno della diffusione di rifiuti.

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