domenica 17 dicembre 2017

Libera e gruppo Abele contro la corruzione


Libera e gruppo Abele hanno deciso di lanciare un nuova campagna contro la corruzione, una chiamata alla partecipazione civica dei cittadini per essere protagonisti con segni concreti di impegno. Infatti, nonostante gli arresti e le condanne, le mafie sono in buona, in certi casi in ottima salute. E’ cambiato in generale il metodo: poco sangue e tanta corruzione.

Perché questa nuova campagna?

“Alla violenza si preferisce il metodo più comodo e vantaggioso della corruzione. E corruzione significa che tra crimine organizzato, crimine politico e crimine economico è sempre più difficile distinguere.

Chi paga questa situazione? Tutti. E in particolar modo le persone che hanno più bisogno di riferimenti, di servizi, di politiche sociali. La corruzione ci rende tutti più poveri, mina lo sviluppo economico e il progresso sociale. Ogni atto di corruzione crea un deficit di democrazia e di diritti. Sostituisce la cultura dell’uguaglianza e della corresponsabilità con quella del favore e del privilegio.

Tutti noi ne siamo colpiti, tutti noi dobbiamo reagire. Non diversamente dal crimine organizzato, la corruzione ha i suoi alleati più forti nella rassegnazione diffusa e nel conformismo del ‘così fan tutti’, nella perdita di senso civico e nella pigrizia morale che ci fa preferire non la scelta giusta ma quella più conveniente”.

L’azione ipotizzata da Libera e gruppo Abele si muove secondo un duplice binario, dell’agire (in una logica di corresponsabilità) e del proporre (alle istituzioni competenti), sulla base di tre pilastri: far emergere la corruzione, resistere al malaffare, difendere ciò che è prezioso.

Far emergere la corruzione

Ciascuno di noi può, nella propria vita e nell’ambiente di lavoro, dire di no tutte quelle volte in cui assiste o può partecipare a situazioni e comportamenti opachi o viziati da logiche corruttive, clientelismi, familismi.

Questo no non può essere vincolato solo a scelte individuali: chi è solo va accompagnato da un noi.
Libera e gruppo Abele vogliono essere di sostegno a chi fa queste scelte, accompagnandolo non solo nel percorso verso la segnalazione/denuncia, ma anche fornendo un supporto nelle fasi successive, che rischiano di isolare e rendere vulnerabili le persone, anche tramite l’attivazione nel 2018 di linea Libera, per l’ascolto, l’orientamento e l’accompagnamento alle persone che si rivolgono al servizio campagne di coinvolgimento diffuso dei territori tramite canali social, al fine di veicolare il messaggio “indisponibili alla corruzione”.

La proposta  riguarderà l’accompagnamento, l’orientamento e l’ascolto di testimoni di giustizia e segnalanti di corruzione (whistleblowing) in tutte le fasi che li riguardano (pre-segnalazione, segnalazione, post-segnalazione), nonché l’armonizzazione della normativa tra testimoni e segnalanti.

Resistere al malaffare

Se la corruzione si fonda su un abuso di potere delegato per fini privati (come da definizione internazionalmente accolta), allora è indispensabile che, fin da piccoli, ciascuno di noi sia educato a una buona gestione del potere delegato, che è quel potere che a tutti noi la società affida e che noi affidiamo ad altri al fine di agire per il bene comune. Occorre conoscere fin da bambini i rischi corruzione che avvengono nella nostra vita, e studiare affinché sappiamo vigilare su quel potere che deleghiamo ad altri.

Quale l’impegno di Libera e gruppo Abele?

A livello scolastico, attraverso strumenti per studenti e insegnanti, che spieghino i meccanismi della corruzione e le linee guida per comprendere il fenomeno.

A livello scolastico e universitario, con la redazione di strumenti ad hoc per le scuole secondarie di I e di II grado e per carriere universitarie.

A livello di alta formazione, promuovendo il master interuniversitario in “Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione”, tesaurizzando l’esperienza maturata in questi sette anni di attività a Pisa, e proponendo l’istituzione di un centro interuniversitario di ricerca sui temi della criminalità organizzata e della corruzione.

A livello di cultura diffusa, attraverso l’attivazione del centro di documentazione per la cultura dell’integrità.

Con gli ordini professionali, attraverso percorsi di formazione per l’etica della responsabilità e la cultura dell’integrità nel lavoro.

La proposta riguarderà il riconoscimento della formazione come elemento fondamentale per sedimentare una nuova cultura nella lotta alle mafie e alla corruzione, la promozione della cultura dell’integrità, anche attraverso la previsione di piani e progetti ad hoc, scolastici e universitari.

Difendere ciò che è prezioso

Per prevenire efficacemente la corruzione, è fondamentale un ruolo di vigilanza diffusa ad opera di tanti cittadini che, dal basso, possano collaborare con le istituzioni pubbliche (senza confondere vigilanti e decisori) affinché corrotti e corruttori restino lontani dalla cosa comune.

Dalla legge anticorruzione 190/2012 in poi, a tutti i cittadini sono consegnati degli strumenti concreti per divenire “cittadini monitoranti” dei quali Libera e gruppo Abele vogliono incoraggiarne la conoscenza e il corretto utilizzo.

Su questo pilastro, Libera e Gruppo Abele - anche attraverso l’iniziativa “Common”, acronimo di Comunità monitoranti - si impegnano:

- a diffondere la conoscenza degli strumenti di cittadinanza monitorante, tramite una scuola nazionale annuale (scuola Common), percorsi territoriali, formazioni dedicate e una rete nazionale tra tutte le realtà che si riconoscono come “comunità monitoranti” del proprio territorio;

- a realizzare iniziative di promozione della trasparenza su specifici settori.

E, come proposta, Libera e gruppo Abele chiedono a tutte pubbliche amministrazioni (nazionali, territoriali, locali, sanitarie, scolastiche e universitarie ...) di:

- rispondere ad una vera logica di “governo aperto”, ottemperando alla normativa anticorruzione prevista da legge non solo con un approccio formalistico e burocratico, ma come opportunità di serio confronto interno e dibattito circa come prevenire il malaffare che può annidarsi all’interno degli enti pubblici;


- aprirsi al confronto e alla vigilanza della cittadinanza monitorante, affinché sia possibile farsi aiutare nel compito della prevenzione del malaffare tramite un contributo proveniente dall’esterno.

Nessun commento:

Posta un commento