A
mio avviso il risultato più importante del primo turno delle elezioni comunali
tenutosi il 12 giugno appena passato è rappresentato dall’ulteriore aumento
dell’astensionismo elettorale. Si sono recati al voto infatti il 54,7% degli
aventi diritto contro il 60,1% del 2017. E poi per i referendum sulla giustizia
hanno votato solamente il 20,9% degli elettori.
Per quanto riguarda i referendum sulla giustizia, i motivi alla base della bassa affluenza sono diversi: la scarsa comprensibilità dei quesiti referendari, la tendenza di coloro che erano contrari a non recarsi a votare per far mancare il quorum (pari al 50% degli aventi diritto), come avvenuto anche nel recente passato in altri casi, la progressiva disaffezione riscontrata nei confronti dei referendum, sia perché si è ricorso allo strumento referendario in misura eccessiva e perché i risultati non sempre sono stati recepiti dal Parlamento, con le necessarie leggi attuative.
A tale proposito, sarebbe opportuno abbassare il quorum per la validità dell’esito dei referendum, ad esempio limitandolo al 50% del votanti in occasione delle ultime elezioni politiche (non lo si può togliere come avviene in Svizzera perché sarebbe necessario cambiare la Costituzione italiana) aumentando nel contempo il numero delle firme necessarie per far svolgere un referendum, attualmente 500.000, mantenendo la possibilità di firmare on line, come avvenuto per i referendum sull’eutanasia e sulla cannabis, referendum peraltro bocciati dalla Corte costituzionale.
Ma, mi sembra più importante l’aumento dell’astensionismo in occasioni delle elezioni, amministrative o politiche che siano.
Tale fenomeno peraltro non riguarda solo l’Italia ma diversi altri Paesi occidentali. Ad esempio sempre il 12 giugno si è svolto il primo turno delle elezioni legislative in Francia al quale hanno partecipato meno della metà degli elettori francesi.
Restando all’Italia, l’aumento dell’astensionismo elettorale è un fenomeno che negli ultimi anni si verifica sempre. In occasione delle elezioni politiche si vota di più di quanto avviene nelle elezioni amministrative ma anche nelle politiche l’astensionismo è crescente.
E l’aumento dell’astensionismo non può essere considerato un fatto fisiologico né può essere valutato positivamente.
Infatti, uno dei pilastri delle democrazie liberali è costituito dalle elezioni che devono essere libere, senza condizionamenti, ma alle quali dovrebbero partecipare in molti.
Ciò, come più volte già rilevato, non sta avvenendo in Italia.
E tale situazione deve essere, necessariamente, valutata negativamente.
Nel determinare l’aumento dell’astensionismo le cause possono essere diverse. Tra l’altro anche il sistema elettorale in vigore.
Ma, a mio avviso, la causa più importante è rappresentata dalla crescente disaffezione nei confronti della politica e, conseguentemente, dalla decrescente rappresentatività dei partiti nei confronti dei cittadini.
Ora, rispetto al passato, anche recente, se ne parla di più del crescente astensionismo.
Però non si attuano gli interventi necessari per contrastarlo efficacemente.
I partiti dovrebbero attivarsi affinchè quegli interventi siano realizzati ma anche i cittadini dovrebbero chiedere e imporre ai partiti la loro adozione, tramite una maggiore partecipazione all’attività politica.

Nessun commento:
Posta un commento