domenica 15 maggio 2022

Conte pensa solo ad aumentare i consensi dei grillini

E’ normale per i partiti provare ad aumentare i propri consensi, soprattutto elettorali. Però questo non dovrebbe essere il solo obiettivo da perseguire. Nelle ultime settimane, invece, Conte, attuale leader del movimento 5 stelle, tenta, esclusivamente, di accrescere i consensi del partito che guida, in vista non tanto delle prossime elezioni amministrative ma, soprattutto, in vista di quelle politiche che si terranno nel 2023.

E questo avviene su temi di notevole importanza, in primo luogo l’atteggiamento che il Governo deve assumere nei confronti dell’aggressione della Russia di Putin nei confronti dell’Ucraìna.

Sempre più spesso Conte sostiene che l’Italia non deve concedere più armi all’Ucraìna, che su questa questione Draghi deve riferire in Parlamento, con relativa votazione di una mozione, nonostante sia stato già votato nel recente passato un decreto con il quale il Parlamento autorizzava il Governo a fornire armi all’Ucraìna fino al 31 dicembre 2022.

In realtà Conte e la parte, maggioritaria, dei grillini che a lui fanno riferimento, ha il terrore che, soprattutto nelle elezioni politiche del 2023, il suo partito subìsca una batosta epocale (ancora peggiore di quanto suggeriscano i sondaggi elettorali che indicano che il suo partito abbia una percentuale di consensi inferiore di gran lunga a quella verificatasi nel 2018).

E cerca in tutti i modi di far risalire quei consensi anche su problemi, appunto, di rilevante importanza come i rapporti con l’Ucraìna.

Lo stesso comportamento Conte lo pratica anche su questioni di minore rilievo, come la costruzione di un termovalorizzatore a Roma, ad esempio.

Ma questi comportamenti, che mettono in difficoltà il Governo ed anche l’alleanza con il Pd, difficilmente determineranno un aumento dei consensi rivolti ai grillini in quanto rendono evidente l’inaffidabilità del movimento 5 stelle come forza di governo.

Peraltro, data l’indisponibilità del premier, Mario Draghi, rallentano sì l’attuazione di determinate decisioni del Governo ma non le ostacolano.

Quindi, a mio avviso, il modo in cui Conte gestisce il suo partito si potrà rilevare anche controproducente, in termini di consensi elettorali, e comunque non può essere valutato positivamente quando avviene riguardo problematiche di rilievo internazionale, come appunto  i rapporti con l’Ucraìna.

Conte, per la verità, non è il solo a provare a perseguire solamente l’obiettivo di accrescere i consensi elettorali.

Salvini, in più occasioni, ha fatto e sta facendo lo stesso, come ad esempio anche sulla riforma del catasto e sulle concessioni balneari, oltre che, anche lui sulle relazioni del Governo italiano con l’Ucraìna. Ma, spesso, fa marcia indietro perché altrimenti si aliena le simpatie di alcune componenti del suo elettorato, in primo luogo gli imprenditori del Nord-Est.

Conte, quanto meno nelle ultime settimane, procede senza tentennamenti, almeno apparenti, nella direzione, in precedenza più volte indicata, senza rendersi conto che molto difficilmente riuscirà ad aumentare i consensi elettorali del partito da lui, mal, guidato.

E’ auspicabile, pertanto, per l’interesse generale dell’Italia, ed anche per l’interesse dei grillini, che Conte muti il suo comportamento.

Difficile, comunque, prevedere se lo farà oppure no.

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