Orbàn, il
premier uscente dell’Ungheria, che non ha condannato esplicitamente
l’aggressione di Putin e non ha adottato le sanzioni contro la Russia decise
dall’Unione europea, ha vinto di nuovo le elezioni politiche svoltesi domenica
scorsa in Ungheria. Sia Salvini che la Meloni si sono congratulati con Orbàn.
Salvini, inoltre, non ha espresso nessun giudizio nei confronti della strage di Bucha e ha criticato la scelta del governo italiano di espellere 30 diplomatici russi perché accusati di essere agenti dei servizi segreti della Russia.
La decisione di Giorgia Meloni di congratularsi con Orbàn non può che essere valutata negativamente, proprio per la posizione che il leader ungherese ha espresso nei confronti dell’aggressione all’Ucraìna decisa da Putin.
E tale decisione è in contraddizione con l’appoggio che Fratelli d’Italia ha concesso al governo nella scelta di fornire armi all’Ucraìna.
Peraltro la posizione di Orbàn nei confronti di Putin ha fatto saltare il cosiddetto patto di Visegrad in quanto la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia hanno espresso chiaramente la loro contrarietà nei confronti dell’aggressione russa.
La decisione di Matteo Salvini è ancora più criticabile perché la Lega fa parte della maggioranza di governo, pur se anche in altre occasioni le dichiarazioni del leader leghista sono state oscillanti e non in netto contrasto con la Russia di Putin quando, ad esempio, come ho prima rilevato, ha criticato la scelta di espellere dall’Italia i diplomatici russi, quando ha taciuto sulla strage di Bucha e quando, pur approvando la decisione del governo di fornire armi all’Ucraìna, ha più volte rilevato che si deve puntare soprattutto sulle trattative tra il Paese aggressore e quello aggredito.
Del resto le posizioni, oscillanti, di Salvini non stupiscono se si considera che, nel recente passato, Salvini e la Lega hanno espresso giudizi fortemente positivi sull’azione di Putin e che è ancora in vigore un accordo di collaborazione tra la Lega e Russia Unita, il partito che sostiene il dittatore russo.
Comunque il rapporto stretto instaurato, non da oggi, dalla Meloni e da Salvini con Orbàn rende poco credibili i due leader della destra italiana come autentici democratici.
Orbàn, infatti, oltre ad essere un sostenitore di Putin, ha governato l’Ungheria con scarso rispetto dei valori democratici, ad esempio limitando la libertà di stampa e ostacolando in tutti i modi i suoi oppositori.
E’ bene quindi che gli elettori italiani quando dovranno andare a votare, a giugno in alcune elezioni amministrative, e, successivamente, nel 2023 probabilmente, nelle elezioni politiche, tengano conto di queste posizioni di Salvini e della Meloni.
Infatti un’eventuale vittoria, soprattutto in occasione delle elezioni politiche del 2023, del centro-destra, nel cui ambito un ruolo importante sarà svolto da Fratelli d’Italia e dalla Lega, potrebbe far nascere un governo non in linea con la posizione della quasi totalità dei Paesi occidentali nelle relazioni con la Russia di Putin, se ancora quest’ultimo sarà presidente.

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