Circa 85.000 profughi provenienti dall’Ucraìna sono stati accolti, in pochi giorni, in Italia. Questo è un fatto molto positivo, ovviamente. Il numero di questi profughi è pari al numero dei profughi, provenienti da altri Paesi, soprattutto dall’Africa, che sono arrivati in un intero anno, nel 2021.
Ma gli altri profughi, quelli provenienti dall’Africa prevalentemente, spesso non sono stati ben accolti, diversamente da quanto avvenuto per i profughi dall’Ucraìna.
Peraltro dall’Ucraìna sono venuti in Italia anche alcuni africani che lavoravano in quel Paese ed hanno incontrato delle difficoltà, poi superate, per trovare un alloggio.
Quindi è legittimo sostenere che i profughi provenienti dall’Ucraìna hanno avuto un trattamento decisamente migliore di quello che generalmente ha contraddistinto i profughi africani.
E’ vero che, nei due casi, la tipologia dei profughi è molto diversa: dall’Ucraìna sono arrivati soprattutto donne e bambini, mentre dall’Africa prevalentemente uomini giovani.
Le loro caratteristiche e le loro esigenze quindi sono notevolmente differenti. Ma anche i profughi provenienti dall’Africa spesso fuggono dalle guerre (si calcola che attualmente in tutto il mondo ci siano circa 30 conflitti armati spesso “invisibili”) o comunque da condizioni economiche insopportabili.
E pertanto come spiegare questo diverso trattamento?
C’è solo una spiegazione, a mio avviso: razzismo che colpisce i profughi che vengono dall’Africa.
E’ una favola che i profughi africani tolgono lavoro agli italiani. Potrebbero ricoprire posti di lavoro che gli italiani non intendono occupare. Questo potrebbe avvenire soprattutto se l’esodo degli africani avvenisse in modo controllato e finalizzato anche a trovar loro un’occupazione entro breve tempo.
Esigenza questa che quanti fuggono dall’Ucraìna per il momento non hanno perché intendono, prima possibile, rientrare nel loro Paese.
Può essere eticamente scomodo rilevare che, diversamente dai profughi ucraìni, coloro che fuggono dall’Africa, e in misura minore coloro che provengono da altri continenti, sono oggetto di pregiudizi razzisti.
Ma io credo che tale atteggiamento razzista nei loro confronti esista davvero.
E quindi sarebbe necessario che questo atteggiamento scompaia e che la politica europea nei confronti degli immigrati, da qualunque Paese provengano, sia omogenea, frutto di una strategia comune, anche perché se l’immigrazione che possiamo chiamare “normale”, quindi non quella causata dalla guerra in Ucraìna, potrebbe, se ben controllata e ben gestita, essere un’opportunità per l’Europa per far fronte alla domanda di lavoro da parte delle imprese che rimane senza risposte ed anche per contrastare il progressivo invecchiamento della popolazione, tramite un incremento del tasso di natalità.

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