domenica 3 ottobre 2021

I magistrati sempre meno credibili

 

La pesante e apparentemente ingiustificata sentenza nei confronti di Mimmo Lucano rende, a mio avviso, sempre meno credibile una parte almeno, però piuttosto consistente, dei magistrati italiani. A tale conclusione si perviene anche considerando il ruolo più che criticabile assunto dalle “correnti” dei magistrati per la scelta degli incarichi nelle diverse procure e tribunali. Poi, va considerata 888l’inefficienza che si riscontra in una parte dei tribunali.

In passato, soprattutto nel periodo di “Mani pulite”, la magistratura riscuoteva una grande credito nell’opinione pubblica italiana.

Molti la ritenevano l’istituzione più credibile fra tutte le altre, a cui facevano affidamento parti rilevanti della società italiana. Tanto che si sosteneva che la magistratura si era assunta, di fatto, un potere sostitutivo nei confronti soprattutto della politica, svolgendo alcuni compiti che non avrebbe dovuto svolgere ma che era costretta a svolgere.

Con il passare degli anni, le critiche nei confronti dei magistrati sono, progressivamente e fortemente, aumentate.

A parte alcune sentenze, come quella nei confronti di Mimmo Lucano, molto discutibili, devastante è stato il trasformarsi delle “correnti” dei magistrati in centri di potere la cui funzione, pressocchè esclusiva, era quella di esercitare pressioni affinchè i loro aderenti assumessero incarichi di notevole rilievo nelle procure e nei tribunali, anche perché una parte dei componenti del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, sono magistrati che fanno riferimento ai vertici delle “correnti” di appartenenza.

Le “correnti” dei magistrati, infatti, con il tempo hanno perso la loro iniziale connotazione ideale, che le distinguevano fra di esse per una diversa concezione del ruolo e degli obiettivi della magistratura, per diventare appunto soprattutto, se non esclusivamente, centri di potere, tendenti a favorire i loro aderenti.

L’inchiesta che ha visto al centro Luca Palamara è stata, a tale proposito, emblematica.

Inoltre, parte delle inefficienze dei tribunali sono addebitabili ai singoli magistrati, altrimenti non si comprenderebbe perché i tempi della giustizia siano molto diversi nei vari tribunali che operano in Italia.

Poi, i magistrati delle cosiddette supreme corti quali la Corte di Cassazione, il Consiglio di Stato, ad esempio, godono di privilegi, economici e nono solo, indubbiamente eccessivi.

Quanto la già approvata riforma della giustizia penale e quella che, nei prossimi mesi dovrà essere varata, della giustizia civile quanto modificheranno in meglio l’operato dei magistrati italiani rendendoli più credibili?

Staremo a vedere.

Quello che è certo è che attualmente la credibilità dei magistrati italiani si è fortemente ridotta e che sarebbe necessario anche un processo di autoriforma da parte loro.

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