mercoledì 20 ottobre 2021

Attenzione Letta, non cullarti sugli allori

 

Nelle elezioni comunali, recentemente svoltesi, il centrosinistra, e in primo luogo il Pd, ha vinto e, di conseguenza, il centrodestra ha subìto una cocente sconfitta. Ma non per questo l’esito delle elezioni politiche, che si dovrebbero tenere nel 2023, anche se non si può escludere una loro anticipazione al 2022, sarà scontato. Tutt’altro.

Quindi non necessariamente il centrosinistra vincerà anche le prossime elezioni politiche.

Per vari motivi.

A parte che ci sono dei precedenti da tenere presenti, il più noto dei quali è rappresentato dalla netta vittoria del centrosinistra nelle elezioni amministrative del 1993 a cui poi è seguita la vittoria di Berlusconi e del centrodestra nelle elezioni politiche del 1994.

Fra l’altro, le caratteristiche delle elezioni comunali sono diverse da quelle delle elezioni politiche. Nelle prime contano molto i candidati a sindaco e poi c’è il ballottaggio tra i due candidati con più voti, che non hanno raggiunto la maggioranza dei consensi nel primo turno.

A parte questo, vi sono delle specificità delle elezioni comunali appena svoltesi.

In primo luogo il forte astensionismo.

E’ possibile che una parte consistente di quanti si sono astenuti potrebbero alle prossime elezioni politiche votare per il centrodestra, anche se una parte degli astensionisti hanno probabilmente votato in passato per il movimento 5 stelle.

Inoltre, è possibile che il centrodestra, in occasione delle prossime elezioni politiche, si compatti e si dimostri molto più unito di quanto non sia avvenuto nelle recenti elezioni comunali.

Del resto è improbabile, nonostante le differenze di linea politica manifestatesi nell’ultimo periodo, che Forza Italia si sganci dal centrodestra per andare a costituire un partito o un’aggregazione di partiti di centro, considerando fra l’altro che uno dei più importanti risultati delle elezioni comunali è rappresentato dal riemergere di un netto bipolarismo, soprattutto dovuto alla notevole diminuzione dei consensi rivolti al movimento 5 stelle, fenomeno che a mio avviso è strutturale (il movimento 5 stelle potrebbe nel prossimo futuro anche scomparire o quanto meno dovrebbe essere fortemente ridimensionato).

Poi, il cosiddetto “campo largo” a cui tiene molto Enrico Letta, il segretario del Pd, l’ampia coalizione di centrosinistra, da Fratoianni a Calenda, come spesso si afferma, non sarà di facile costituzione.

Quindi il Pd che si è dimostrato il punto di riferimento del centrosinistra, e che lo sarà anche in occasione delle prossime elezioni politiche, non dovrà cullarsi sugli allori.

Dovrà continuare (o iniziare?) un forte processo di cambiamento tendente soprattutto a rafforzare i propri legami con quelle componenti della società che si sono allontanate, da tempo, dal centrosinistra, e che in passato hanno votato per il centrodestra e che, nelle elezioni comunali, si sono gran parte astenute.

Quindi il Pd e il centrosinistra deve rivolgersi con particolare attenzione a coloro che si sono astenuti, tenendo conto, fra l’altro, che nelle elezioni politiche il tasso di astensionismo è inferiore a quello che si verifica in occasione delle elezioni comunali.

Invece, cullarsi sugli allori sarebbe fatale e favorirebbe la vittoria del centrodestra nelle prossime elezioni politiche.

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