giovedì 6 maggio 2021

Purtroppo la sinistra ha bisogno di Fedez

 

E’ ben nota la vicenda che ha interessato Fedez in occasione del concerto del 1° maggio, le sue affermazioni relative al disegno di legge Zan, nel corso del suo intervento, e il tentativo della Rai di impedire che parte di quelle affermazioni venissero effettuate.

A me non piace molto Fedez, come cantante e non solo.

Ma devo ammettere che la sinistra italiana ha bisogno, purtroppo, di Fedez.

Perché?

Perché sul tema dei diritti civili, e quindi sui contenuti del disegno di legge Zan, la sinistra italiana, in primo luogo il Pd che ne è la componente più importante, è molto timida.

Infatti sul tema dei diritti civili la sinistra italiana si limita a rilevare la necessità che tali diritti si estendano (e talvolta non fa nemmeno questo come per quanto riguarda l’eutanasia) ma non si impegna molto affinchè quei diritti realmente si amplino.

Non è sufficiente rilevare la necessità che sia approvata una legge sullo ius soli o il disegno di legge Zan.

Ma sarebbe indispensabile che il tema dei diritti civili, e quindi anche l’approvazione delle leggi citate, diventi prioritaria in quella che generalmente viene definita l’agenda politica della sinistra e del Pd in primo luogo.

Poiché questo non avviene, occorre affidarsi a Fedez affinchè si critichino fortemente alcune prese di posizioni omofobe di esponenti leghisti, facendo nome e cognome, e affinchè si rilevi con decisione la necessità di approvare in tempi rapidi il disegno di legge Zan.

Oppure si deve fare affidamento, sempre sul tema dei diritti civili, su quanto sostengono, ripetutamente, artisti o esponenti dello spettacolo.

Certo, sarebbe più che opportuno che la politica, e in questo caso soprattutto il Pd, non avesse bisogno, sul tema dei diritti civili, di Fedez e di artisti o esponenti dello spettacolo.

Ma la politica, o meglio i partiti, attualmente sono molto deboli e quindi altri soggetti svolgono un ruolo di supplenza che non dovrebbe loro spettare.

Si verifica la stessa situazione, con protagonisti diversi, verificatasi soprattutto in passato, ma talvolta anche adesso, nella quale era la magistratura a sostituirsi alla politica.

E se ad alcuni non va bene che siano Fedez o altri ad assumere le posizioni che assumono sul tema dei diritti civili, costoro dovrebbero prendersela invece con i partiti che abdicano al loro ruolo.

E riconoscere che i partiti (a me interessa il comportamento di quelli di sinistra o di centrosinistra) si debbano rafforzare, anche adottando comportamenti meno timorosi, pur se devono affrontare problematiche senza dubbio complesse e che possono causare delle opposizioni anche nel proprio elettorato.

Nel frattempo, quindi, volenti o nolenti, ben venga Fedez, purtroppo.

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