In occasione dell’apertura
del nuovo anno scolastico Save the Children ha sottolineato alcune priorità
relative agli interventi da promuovere per quanto riguarda il sistema
scolastico italiano. Il principale problema è rappresentato dalla necessità di
migliorare considerevolmente la sicurezza nelle scuole, non solo nelle zone a
rischio sismico.
Infatti
quasi la metà degli edifici scolastici italiani sono privi dei certificati di
agibilità, abitabilità o di collaudo statico.
Le
priorità indicate da Save the Children rispecchiano il manifesto in nove punti
presentato nell’aprile scorso, congiuntamente a Cittadinanzattiva.
L’insicurezza
delle scuole ha provocato, a partire dal 2001, 39 giovanissime vittime.
Tra
loro, i 27 bambini della scuola “Francesco Iovine” di San Giuliano di Puglia,
che morirono il 31 ottobre 2002 durante il terremoto che colpì il Molise e la
Puglia, e Vito Scafidi, morto il 22 novembre 2008 a seguito del crollo di un
controsoffitto nel Liceo “Darwin” di Rivoli, vicino Torino.
In
ricordo di queste giovani vittime e perché queste tragedie non si ripetano,
Cittadinanzattiva e Save the Children hanno chiesto ai parlamentari di tutti
gli schieramenti di depositare e discutere in Parlamento una proposta di legge
che superi l’attuale frammentazione normativa e garantisca a studenti,
personale docente e non docente spazi sicuri e protetti dove poter apprendere o
lavorare senza rischiare la propria vita.
Peraltro
nell’anno scolastico 2018-2019 ogni tre giorni si sono registrati episodi di
distacchi di intonaco e crolli all’interno di edifici scolastici. Un vero
e proprio record degli ultimi 5 anni, per un totale di oltre 250 episodi dal
2013.
Le
due associazioni dichiararono: “Da anni organizzazioni come le nostre e singoli
cittadini si battono in prima persona e svolgono un ruolo di stimolo verso le
istituzioni nello spirito dell'art.118 comma 4 della Costituzione, perché la
sicurezza scolastica sia garantita nei fatti.
Crediamo
che una proposta di legge che veda al centro, tra i vari elementi, la
partecipazione dei cittadini per la messa in sicurezza, la ricostruzione e
costruzione di nuovi edifici scolastici, possa diventare un terreno di impegno
comune per organizzazioni civiche, comitati e istituzioni”.
Nel
manifesto si sottolineava come da un lato sia un diritto fondamentale per
bambini, insegnanti e personale non docente quello di frequentare strutture
sicure, ricevere una piena informazione, partecipare ai temi della sicurezza
scolastica in prima persona.
Dall’altro
non si può invece prescindere da una definizione chiara di competenze e
responsabilità sull’argomento e dal garantire un supporto tecnico permanente a
favore di enti locali.
E’
fondamentale inoltre il superamento dell’attuale frammentazione delle fonti di
finanziamento per la sicurezza delle scuole, la creazione di una vera e propria
cultura della prevenzione e della sicurezza e misure di sostegno per i bambini
e i ragazzi coinvolti nelle emergenze.
In
occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico, Raffaella Milano, direttrice
dei programmi Italia-Europa di Save the Children, ha poi rilevato: “Oltre al tema centrale della sicurezza nelle scuole,
auspichiamo, da parte del nuovo Governo, un impegno concreto anche nella lotta
alla dispersione scolastica e alla povertà educativa.
Il fenomeno degli studenti che si
allontanano dalla scuola, in Italia, è infatti tornato a crescere, dopo diversi
anni di riduzione, passando dal 13,8% del 2016 al 14,5% del 201.
Servono dunque azioni efficaci per
invertire questa tendenza, a partire da una didattica sempre più inclusiva e
innovativa che stimoli l’interesse e la curiosità degli studenti.
Allo stesso modo è fondamentale
monitorare costantemente l’attuazione della legge sul cyberbullismo in modo da
rispondere tempestivamente alle sfide educative legate alla continua evoluzione
delle nuove tecnologie e a prevenire e contrastare i fenomeni di cyberbullismo.
Infine, auspichiamo che il nuovo
esecutivo possa definire una strategia per individuare le aree del nostro Paese
a più alto rischio di povertà educativa per i bambini, concentrando gli investimenti
soprattutto nelle scuole che operano nei contesti più deprivati e dove i minori
hanno meno opportunità di accedere a servizi educativi di qualità
indispensabili per la loro crescita e per il loro futuro”.

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