lunedì 30 settembre 2019

Suicidio assistito, ora tocca al Parlamento. Ma quando?


I giudici della Corte Costituzionale hanno deciso che non è sempre punibile chi aiuta al suicidio. E' non punibile, a determinate condizioni, chi agevola l'esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.

Adesso spetterà al Parlamento approvare una legge sul suicidio assistito.

Ma il Parlamento non potrà occuparsi di tale questione prima di un mese quando si conosceranno le motivazioni della Consulta.

Di quanto dovrebbe avvenire in Parlamento se ne occupa Giovanni Rodriquez in un articolo pubblicato su www.quotidianosanita.it.

“Sul suicidio assistito il Parlamento non agirà in fretta. Difficilmente infatti, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, si incardineranno i lavori fin da subito. Prima si dovranno attendere le motivazioni in modo da inquadrare in maniera più puntuale la nuova normativa che dovrà necessariamente uniformarsi al contenuto della sentenza.

A quel punto ci sarà poi da capire in quale ramo del Parlamento avviare i lavori.

Dalla Camera si fa pressing per far proseguire un iter avviato già dallo scorso gennaio presso le commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali, con oltre 50 audizioni già svolte.

L'obiettivo è quello di non lasciare disperso il lavoro portato avanti fino ad oggi.

Le commissioni, negli ultimi 9 mesi, non sono comunque ancora riuscite ad arrivare ad un testo base condiviso che potesse in qualche modo proporre una sintesi equilibrata tra le 13 diverse proposte di legge sul tema presentate dai diversi gruppi parlamentari tra Camera e Senato…”.

Quanto ai contenuti della legge saranno molti i nodi che il Parlamento sarà chiamato a sciogliere.

“…Si dovrà anzitutto intervenire sull'articolo 580 del codice penale, differenziando l’istigazione al suicidio dall’aiuto al suicidio.

Quest'ultimo caso dovrà contemplare una non punibilità, ma solo per alcune fattispecie limitate che dovranno riguardare: ‘chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli’.

Sarà poi compito del Parlamento circoscrivere in maniera più puntuale queste fattispecie.

E ancora, la Corte ha subordinato la non punibilità al ‘rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua e alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente’...
Altro nodo da sciogliere sarà quello riguardante le modalità di esecuzione del suicidio assistito da parte di una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, come requisito necessario per la non punibilità.

Ci sarà qui da capire se questo si andrà a tradurre nella necessità di eseguire queste procedure esclusivamente all'interno di una struttura del servizio sanitario nazionale o se, più semplicemente, sia sufficiente la supervisione di una struttura di tale servizio su un procedimento attuabile anche in altri ambienti quali, ad esempio, il domicilio stesso del paziente come previsto dalla proposta di legge Sarli…

Infine c’è il tema dell’obiezione di coscienza…

Insomma la questione ad oggi è tutt'altro che risolta.

La stessa Consulta, a più riprese (sia nell'ordinanza di novembre che nella sentenza dei giorni scorsi), ha richiamato il Parlamento a legiferare sul tema.

Ma, un po’ per la delicatezza del tema, un po' per le diverse questioni spinose che dovranno essere affrontate, non si prospettano tempi brevissimi per l'approvazione di una legge in tema suicidio assistito”.

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