I comportamenti
di Matteo Renzi, nelle ultime settimane e anche negli ultimi giorni, sono, a mio
avviso, in gran parte incomprensibili e comunque del tutto sbagliati. Una
domanda è d’obbligo? Sono frutto di una strategia precisa o altri sono i motivi
che li hanno determinati, anche e soprattutto personali?
Gli
strani e non prevedibili comportamenti
di Renzi hanno inizio con la sua decisione di proporre un governo con il Movimento
5 Stelle.
Proprio
lui che fino al giorno prima della sua proposta si era dimostrato del tutto
indisponibile ad un’alleanza con i grillini.
Il
principale motivo addotto, quello relativo alla necessità di evitare l’aumento
dell’Iva, mi sembra del tutto falso.
Altri
motivi sono molto più credibili.
Innanzitutto
la sua paura di andare alle elezioni poiché una parte consistente dei
parlamentari cosiddetti renziani non sarebbero stati ricandidati, mentre, con l’attuale
Parlamento, Renzi controlla la maggioranza dei gruppi parlamentari del Pd.
E,
forse, altri motivi, anche inerenti la sua situazione personale,
incomprensibili, possono essere alla base delle sue decisioni.
Comunque
il suo comportamento non può che essere ritenuto avventuristico e
spregiudicato.
Inoltre,
motivi simili possono essere utilizzati per spiegare la sua più che probabile scelta
di dare vita ad un altro partito che si separi dal Pd, costituendo gruppi
parlamentari autonomi.
Alla
fine, Renzi vuole tentare non solo di distruggere il Pd ma anche di
autodistruggersi, politicamente si intende, considerando che il nuovo partito
dovrebbe ottenere consensi molto limitati.
Del
resto la sua tendenza all’autodistruzione si era già manifestata quando
trasformò il referendum costituzionale in un referendum pro o contro se stesso.
Ma
non c’è qualche esponente politico a lui vicino che sia in grado di farlo
rinsavire?
E
pensare che io, insieme a molti altri, all’inizio della sua ascesa, credevo che
Renzi fosse in grado di rinnovare profondamente, come necessario, il Pd, non
certo di distruggerlo.
Quale
errore ho commesso…

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