Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha recentemente presentato la
relazione attuale dell’istituto da lui presieduto. Numerose le informazioni
interessanti in essa contenute, tra le quali il fatto che circa un terzo dei pensionati (nel complesso
sono 15.426.847), e cioè 5,3 milioni percepiscono un importo mensile inferiore
ai 1.000 euro. Inoltre 1,6 milioni sono costretti a vivere con una pensione
inferiore ai 500 euro.
Questi dati indubbiamente colpiscono molto, sono
dovuti a varie cause, ma dimostrano la necessità che si debba operare per
accrescere soprattutto le pensioni più basse, piuttosto che, come ha deciso l’attuale
governo, varare la cosiddetta quota 100, che ha permesso e permetterà il
verificarsi di un notevole numero di anticipazioni pensionistiche.
Ed è più che probabile che in futuro, per coloro che
attualmente sono giovani, la situazione peggiorerà. La loro pensione sarà
ancora inferiore rispetto ai dati esposti nella relazione. Ma, è noto, ai
governi del futuro dei giovani interessa poco e nella relazione non si
attribuisce la necessaria attenzione a tale problema.
Sempre secondo quanto riportato nella relazione, a
fronte di un aumento della spesa, a causa dell’invecchiamento della popolazione
e di dinamiche volte a far accedere anticipatamente i cittadini ai trattamenti
pensionistici, l’incidenza della spesa per il welfare sul prodotto interno lordo
è rimasta costante, diminuendo in percentuale minima.
La spesa pensionistica è aumentata nel 2018 anche per
le ricostituzioni sulle pensioni vigenti e non solo per le nuove pensioni
accolte e liquidate, nonché per gli incrementi per perequazione automatica.
Uno degli altri temi esaminati dal presidente dell’Inps
è stata la lotta ai falsi invalidi, vera piaga dell’intero sistema welfare italiano
e presente soprattutto al Sud, dove c’erano veri e propri sistemi che
accettavano benevolmente le domande di accesso ai benefici previsti per chi
presente un certo tasso di invalidità.
Tridico si propone di inasprire la lotta a questa
piaga sociale, revisionando le procedure di accesso alle pensioni di invalidità
e rivedendo le tabelle finora utilizzate. Sperando che questa contrazione non
incida poi sulle persone che realmente meritano di accedere a questo beneficio.
Oltre a questo, il procedimento per il contenzioso
cambierà e si inaspriranno anche le pene contro le truffe e le false
invalidità, creando una direzione anti-frode che supervisioni e controlli le
corrette procedure.
Tridico ha infine sottoposto all’attenzione del
Parlamento un’opportunità non sfruttata dall’Inps e su cui è necessario
iniziare a puntare, ossia la previdenza complementare pubblica.
Così come accade in altri Paesi, occorrerebbe crearne
una gestita dall’Inps, volontaria e alternativa alle soluzioni private.
Oltre a dare un’ulteriore possibilità a chi sceglie di
aderire alla previdenza complementare con la garanzia dello Stato italiano, ad
esempio per quanto riguarda l’accantonamento del Tfr, istituire un fondo
potrebbe attirare investimenti ed è curioso ed anacronistico, secondo Tridico,
come manchi un fondo integrativo pubblico.
L’opportunità economica legata al business dei fondi
pensione è altamente appetibile: nel 2018 i fondi pensione gestivano 167,1
miliardi di euro, 9,5% del Pil e molti di questi soldi sono stati investiti
all’estero, generando ricchezza all’esterno del nostro Paese.
Occorre una valida alternativa ai fondi privati che
generi fiducia e attiri sia la ricchezza interna, sia quella proveniente da
altri Paesi, aumentando gli investimenti diretti in Italia.

Nessun commento:
Posta un commento