E’ stata
recentemente presentata l’indagine “Investire in cultura” realizzata da
Rsm-Makno per Impresa Cultura Italia-Confcommercio. Cultura e spettacolo
stimolano l’economia e creano ricchezza nel territorio: ogni euro speso nella
gestione di un evento culturale genera effetti economici positivi per oltre due
euro e mezzo. E cresce l’interesse e l’investimento in cultura da parte degli
imprenditori. Questi i principali risultati dell’indagine.
Sono
ripresi gli investimenti in cultura da parte delle imprese, dopo il forte
rallentamento che ha caratterizzato la prima metà del decennio in cui le
imprese, a causa della crisi, hanno proceduto ad una generale riorganizzazione
dei costi, tagliando anche le spese per questo tipo di investimenti.
Il
36% delle imprese ha dichiarato, infatti, di aver ripreso a fare investimenti
in cultura negli ultimi tre anni e solo il 9% li ha, invece, interrotti.
Tra
le motivazioni principali che spingono le imprese a investire in cultura ci
sono il ritorno di immagine (19%) e la considerazione che l’investimento sia
parte della strategia di marketing aziendale (13%).
Per
le imprese di piccole e medie dimensioni ha un certo rilievo anche la
tradizione (17%) per cui l’impegno nella cultura fa ormai parte del dna
dell’azienda ed è elemento che la contraddistingue sul territorio (per oltre
l’11%).
Il
contributo economico è la forma prevalente di intervento da parte delle imprese
che investono in cultura (per il 47%), ma il 21% fornisce anche servizi a
dimostrazione della capacità di entrare nel merito dei contenuti e
dell’organizzazione dell’evento/progetto culturale.
Nel
20% dei casi l’investimento prevede un intervento che contempla più forme di
supporto da parte dell’impresa e che comprende anche il contributo in
competenze e la co-progettazione degli eventi.
Per
il 33% delle imprese l’investimento in cultura è legato soprattutto alla
reputazione aziendale ed è un investimento che, da una parte, protegge dai
rischi del mercato e, dall’altra, ne accresce la considerazione da parte dei
clienti e dei consumatori.
Per
un altro 30% ne trae beneficio anche l’affermazione del brand aziendale,
confermando il ruolo sempre più rilevante dell’impegno dell’impresa nella
promozione culturale che diventa così parte irrinunciabile della strategia di
comunicazione.
Per
il 27% contribuisce ad un migliore approccio con il cliente con evidenti
ricadute a livello commerciale.
Per
il 51% delle imprese l’investimento in cultura è un intervento strategico di
lungo periodo e, dunque, fa parte integrante delle strategie di marketing
dell’impresa. Un ulteriore 23% dichiara che sta lavorando per raggiungere
questo obiettivo.
Oltre
il 70% delle imprese considera, pertanto, strategica questa forma di
investimento.
Per
il 26% delle imprese, a parità di investimento effettuato, quello in cultura dà
un ritorno almeno uguale a quello ottenuto con le spese effettuate nelle
tradizionali attività di advertising e/o di marketing communication e per il
10% il ritorno è addirittura maggiore.
Che
l’investimento in cultura sia ormai leva portante delle strategie di marketing
aziendale è avvalorato anche dal fatto che per il 41% delle imprese
l’intervento a sostegno della cultura è a sua volta oggetto di una
comunicazione dedicata e per il 53% anche di azioni di marketing communication
generale.
L’importanza
strategica dell’investimento in cultura è ribadita dalla scelta delle imprese
di muoversi, nei loro rapporti con il sistema cultura, utilizzando una
struttura organizzativa interna (per il 47% delle imprese) che individua,
propone e segue l’investimento e l’iniziativa culturale sostenuta: l’impresa,
dunque, dedica risorse ad hoc all’interno della propria organizzazione,
affidandosi solo in seconda battuta a consulenze e proposte esterne. Una tendenza
in sviluppo anche per il futuro (per il 40% delle imprese).
Ogni
euro speso nella gestione di un evento culturale genera ricadute economiche sul
territorio per oltre due euro e mezzo.
La
stima è stata effettuata utilizzando una metodologia statistica che misura le
relazioni esistenti tra i settori del sistema economico e prendendo in esame 14
eventi culturali.
A
tali eventi hanno assistito circa 205.000 spettatori con una permanenza media
nelle diverse località di poco superiore ai 4 giorni.
E’
stata rilevata una spesa media giornaliera degli spettatori di circa 122 euro
ciascuno per l’acquisto di beni (bibite, ristorante, shopping in genere,
prodotti artigianali, prodotti enogastronomici, ecc.) e di servizi (alloggio,
parcheggio, trasporti, ecc.), per un totale di quasi 93,7 milioni di euro.
A
questi eventi hanno partecipato anche 5.760 spettatori accreditati (stampa,
critici, operatori del settore) con una spesa media giornaliera di 600 euro per
un totale di 3,4 milioni di euro.
Anche
l’organizzazione degli eventi culturali comporta delle spese (ad esempio in
comunicazione, gestione, premi, ospitalità) che nel caso in esame sono
quantificate in 4,8 milioni di euro.
La
somma di questi tre importi danno un impatto diretto nel sistema economico
locale di quasi 102 milioni di euro, spesi direttamente negli esercizi
commerciali e ricettivi o pagamento di attività professionali (ad esempio,
servizi di sorveglianza, servizi di consulenza, ecc.).
Questa
somma aumenta l’attività complessiva del sistema produttivo locale con un
impatto economico totale stimato in oltre 270 milioni di euro e un impatto
sociale quantificato in 2.484 occupati in più: in pratica, 1 euro speso dal
sistema che ruota intorno alla realizzazione di questi 14 eventi ha generato
2,65 euro nelle rispettive economie locali.

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