Lo stiramento del seno, o “breast ironing”, è un rituale dolorosissimo a cui sono sottoposte 4 milioni di bambine per impedire la crescita del seno. Questa tortura è diffusa soprattutto in Camerun, Africa occidentale in genere, ma anche in Paesi come la Gran Bretagna. Una pratica promossa con la scusa di “proteggere le bambine dalle molestie”.
Di questo rituale se ne occupa Daniele Bellocchio in un articolo pubblicato su www.osservatoriodiritti.it.
Tale pratica è diffusa soprattutto in Camerun e in diversi Paesi dell’Africa Occidentale (Togo, Benin, Guinea e Costa d’Avorio tra gli altri).
In questo modo viene impedita o arrestata la crescita del seno delle giovani ragazze. Le madri e le nonne, in gran segreto, tra le mura domestiche,
sottopongono le bambine a un dolorosissimo rituale: attraverso l’impiego di
pietre incandescenti, bastoni roventi e cinture stirano letteralmente il
seno di figlie e nipoti.
Le ragazze per mesi sono sottoposte al trattamento. Sul loro
corpo vengono premuti con forza gli oggetti incandescenti sino a quando,
dopo numerose settimane il seno scompare. Rimangono però cicatrici, danni permanenti
e una mutilazione perpetua sul corpo e nell’anima delle giovani.
Il motivo per cui il “breast ironing” viene praticato è quello
di tutelare le giovani da attenzioni maschili, molestie, stupri e gravidanze indesiderate
che impedirebbero alle ragazze di proseguire gli studi.
Secondo l’Onu, invece, questo è un crimine contro le donne.
Per capire i danni che provoca, e la sua diffusione, occorre
leggere i dati divulgati dall’organizzione tedesca Giz, una delle prime a
occuparsi del fenomeno.
Secondo l’organizzazione tedesca i danni più diffusi sono infezioni,
formazione di ascessi, malformazioni e completo arresto dello sviluppo del
seno.
Dati ufficiali, essendo il “breast ironing” praticato in
clandestinità, è difficile reperirli, ma stando sempre al report
dell’organizzazione sono oltre 4 milioni le vittime nel mondo di questa
pratica e nel solo Camerun una donna su quattro è costretta a subire questa violenza.
Il problema di questa violenza sulle ragazze adolescenti non
interessa soltanto l’Africa: oggi all’interno della comunità africana del Regno
Unito questo fenomeno si sta diffondendo sempre di più.
Un’inchiesta del quotidiano londinese “The Guardian” ha rivelato
che a Londra, Leeds, Essex e Wolverhampton si sono registrati diversi casi
di ragazze, se non addirittura bambine, sottoposte a questa pratica. E dati non
ufficiali parlano di oltre 1.000 vittime di quest’arcaica e crudele
tradizione.

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