Negli ultimi
giorni notevole attenzione ha suscitato la cosiddetta concorsopoli nella sanità
umbra nei confronti della quale un’inchiesta giudiziaria ha causato alcuni
arresti e numerosi indagati, tra i quali esponenti politici, ad esempio la
ormai ex presidente della Regione Umbria Marini, che ha rassegnato le
dimissioni dal proprio incarico perché indagata. Io credo però che sarebbe
necessario occuparsi dei concorsi pubblici, in generale, di come vengono
realizzati, verificando quanto siano estese le irregolarità in questo ambito e
come sia possibile contrastarle.
Io
ritengo, e la pensano in molti nello stesso modo, che la gran parte dei
concorsi pubblici non si svolgano regolarmente e che quindi siano numerosi i
concorsi truccati. Forse non tutti, ma quasi.
E’
molto importante verificare se siano truccati i concorsi nella sanità pubblica,
soprattutto perché siamo tutti interessati, per ovvi motivi, al fatto che i
medici ospedalieri siano effettivamente i migliori a disposizione.
Ma
non si possono tralasciare gli altri concorsi pubblici, da quelli che si
svolgono nelle università a quelli ministeriali a quelli relativi agli enti
locali.
Ci
sono state numerose indagini giudiziarie che hanno accertato l’esistenza di gravi
irregolarità nello svolgimento dei concorsi pubblici, ma tale inchieste hanno
fatto emergere solo la punta di un iceberg molto più ampio.
E
non ci sono può affidare solamente alle inchieste giudiziarie per contrastare
il fenomeno, anche perché esse non hanno affatto impedito il ripetersi delle
irregolarità, tutt’altro.
Né
ci si può affidare a generici appelli, in base a pur giustissime considerazioni
di natura etica, rivolti agli organizzatori dei concorsi pubblici, e ai partecipanti.
Soprattutto non funzionano nel nostro Paese, la patria delle raccomandazioni e
dei raccomandati.
A
mio avviso, però, la diffusione delle irregolarità può essere efficacemente
contrastata se si cambia radicalmente la normativa che regola l’effettuazione
dei concorsi pubblici.
E
di tale cambiamento della normativa la chiave di volta non può che riguardare la
composizione delle commissioni dei concorsi pubblici ed interventi volti a
ridurre la discrezionalità nelle selezioni, ad esempio attribuendo maggiore
importanza ai titoli e ai curriculum.
Io
credo che in questo modo sarebbe possibile se non eliminare le irregolarità
quanto meno ridurle moltissimo.
Ma
questo obiettivo lo vogliamo davvero perseguire?
E
mi riferisco non solamente ai politici ma a tutti noi, i quali a parole
sosteniamo che debba essere premiato il merito, in tutti i settori, ma che poi
siamo sempre alla ricerca di qualche aiuto, di qualche raccomandazione, a
partire dai giornalisti che scrivono appassionati articoli di critica nei
confronti dei concorsi pubblici truccati.

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